Giovedì 23 Maggio 2013

I giovani artigiani sono ottimisti:
«Con Internet batteremo la crisi»

Un tasso di disoccupazione tra i più elevati in Lombardia, una fiscalità ritenuta eccessiva, norme burocratiche esasperanti, un accesso al credito sempre più problematico: eppure, nonostante queste e altre difficoltà, i giovani artigiani bergamaschi non perdono l'ottimismo.

«Ce la faremo, perché oggi il mercato è il web, cioè il mondo, e le opportunità sono infinite, possiamo battere la crisi», sembrano dire in coro, nonostante alcune - e neppure velate - critiche alla loro stessa generazione: «I nostri coetanei devono imparare a rimboccarsi le maniche, qualche volta sembra che vogliano solo schivare la fatica». Se non si cambia questa mentalità, non si andrà tanto lontano, e il discorso riguarda sia i giovani imprenditori sia i giovani dipendenti.

Dice Daniele Lo Sasso, 31 anni, amministratore delegato Sidip di Canonica d'Adda, 50 dipendenti, presidente del gruppo giovani dell'Associazione artigiani: «Non abbiamo perso l'ottimismo nonostante la situazione sia peggiorata. Pensiamo alle fabbriche che hanno delocalizzato lasciando senza lavoro le aziende artigiane dell'indotto, o al peso delle tasse. In tema di accesso al credito, poi, la situazione per un giovane è quasi proibitiva. L'elenco delle garanzie che chiedono le banche è lunghissimo. Vale per le start up come per le aziende che chiedono finanziamenti per potersi rinnovare».

Lo Sasso, tuttavia, resta fiducioso: «I giovani sono capaci di reinventarsi. Puntando su nuovi business, sull'ecosostenibilità, sulla qualità, facendo rete e unendo le forze. Internet, poi, dà una mano incredibile. Dobbiamo offrire un prodotto di qualità e un servizio sempre migliore e a un giusto costo: è la formula vincente». Ma occorre anche che i giovani sappiano «rimboccarsi le maniche e adattarsi anche ai lavori manuali».

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m.sanfilippo

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