Fiorista, autista, anche cuoco
Ecco il manager cassaintegrato

Serve una spuntatina ai fiori? Se l'aiuola è comunale ci pensa il manager cassaintegrato. Non sempre - sia chiaro - ma può accadere in caso di lavori socialmente utili.

Fiorista, autista, anche cuoco Ecco il manager cassaintegrato

Serve una spuntatina ai fiori? Se l'aiuola è comunale ci pensa il manager cassaintegrato. Non sempre - sia chiaro - ma può accadere in caso di lavori socialmente utili. Di cosa si tratta è presto detto. Quando un lavoratore è in Cassa integrazione straordinaria o in mobilità, l'amministrazione pubblica (comuni e tribunali ad esempio), rivolgendosi ai centri per l'impiego, può richiedere la sua prestazione, che non costituisce rapporto di lavoro e pertanto non è retribuita.

Questo stando ad un decreto legislativo che risale al 1997, «integrato», a livello territoriale, da linee guida sottoscritte da Provincia e Cgil, Cisl e Uil. «Il decreto prevede che ci sia affinità tra la mansione che il lavoratore svolgeva e quella che è chiamato a ricoprire, ma non sempre è così», spiega Orazio Amboni della Cgil di Bergamo. Ed ecco che accanto al manager che si occupa di «giardinaggio», c'è l'addetta alle relazioni con i mercati esteri di una grande azienda - ora in mobilità - chiamata a registrare i prestiti dei libri in biblioteca, o l'impiegato con un'alta professionalità che si improvvisa a servire spaghetti e minestre in una mensa scolastica, come racconta Amboni.

Ma le note dolenti si misurano anche in chilometri. Di norma, infatti, chi viene chiamato a svolgere lavori socialmente utili lo fa nel proprio comune di residenza. Accade però che ci siano territori (non di rado paesini di montagna) che fra i propri abitanti non contino persone che usufruiscono degli ammortizzatori in questione. In questo caso possono «beneficiare» dell'apporto dei comuni limitrofi.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 27 giugno

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