Lunedì 21 Ottobre 2013

Valorizzare i marchi Dop e locali?
Scaffali separati nei supermercati

Scaffali ad hoc per i marchi Dop e di qualità. L'assessore regionale all'Agricoltura punta a introdurre un meccanismo che imponga alla grande distribuzione la realizzazione di angoli specifici di vendita di prodotti del territorio. Obiettivo valorizzarli.

L'assessore reha incontrato oggi i rappresentanti dell'associazione Alti Formaggi, realtà nata nel 2009 da alcuni consorzi, che raggruppa i consorzi di tutela dei formaggi Provolone Valpadana, Salva Cremasco e Taleggio.

All'incontro hanno partecipato Massimo Taddei, presidente del Consorzio di Tutela del Taleggio, Libero Stradiotti, presidente del Consorzio Provolone Valpadana, e Gianluigi Bonaventi, presidente di Alti Formaggi; erano presenti anche il sindaco di Treviglio Giuseppe Pezzoni e il senatore Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato di controllo dei servizi di informazione).

IN VISTA DEL PSR - "Ci siamo confrontati su questioni specifiche
- ha detto Fava - condividendo modalità con cui tarare l'azione di governo in vista dell'approvazione del Psr, il Piano di sviluppo rurale, affinché lo stesso contenga spunti e prospettive ad hoc, in particolare sul versante dell'internazionalizzazione e della promozione del prodotto".

Un focus particolare sul tema consorzi, quindi, "che devono essere di tutela, promozione e garanzia del marchio - ha sottolineato l'assessore -, ma che devono anche occuparsi di politiche di tipo commerciale, a sostegno di prodotti che in alcuni casi hanno avuto qualche problema in termini di consumo e mercato".

Come è stato per il taleggio, "formaggio che va assolutamente rilanciato per le sue caratteristiche e per quel che rappresenta in termini di cultura storia e tradizione di questa parte di Lombardia" ha tenuto a precisare Fava.

MERCHANDISING, IL MODELLO FRANCESE - "Abbiamo poi visitato il caseificio Defendi di Vidalengo di Caravaggio - ha proseguito l'assessore regionale - dove abbiamo visto con quali modalità riesce a lavorare gli oltre 600 quintali di latte al giorno che arrivano  dal territorio, per produrre formaggi di qualità; concentrando la produzione su taleggio e gorgonzola, e con un range di prodotti assolutamente diversificati che permette all'azienda  di  essere presente sia presso la Grande distribuzione che nel sempre crescente mercato dell' export".

"Una azienda familiare - ha ricordato Fava -, che ora ha trasformato la propria vocazione casearia in industriale, mantenendo un livello dimensionale correlato al territorio. Non a caso qui non si importa latte straniero, ma si usa solo quello lombardo".

PREMIARE IMPEGNO AZIENDE - "Realizzare produzioni di qualità rappresenta un grande sforzo - ha ribadito Fava - , che deve essere remunerato in maniera adeguata per far sì che sul mercato della grande distribuzione finisca una volta per tutte la massificazione dell'offerta, ma si vada a individuare specificità dei prodotti stessi".

Da qui la proposta. "Ai consiglieri che stanno lavorando sul nuovo piano del commercio - ha annunciato il responsabile dell'agricoltura - ho prospettato la possibilità di introdurre un meccanismo che imponga alla grande distribuzione  la realizzazione di angoli specifici di vendita di prodotti del territorio. Scaffalature differenziate, sul modello francese, per dare quel minimo di informazioni, garanzie e tutele al consumatore e ai produttori quel minimo di garanzie per fare in modo che la differenza di prezzo sia giustificata da qualità e territorialità. Il consumatore può scegliere di spendere qualche centesimo di più, che di fatto va a vantaggio del proprio territorio per un prodotto che è confezionato con il massimo della garanzia di qualità e sotto il profilo igienico sanitario. Analoghe garanzie prodotti di importazione non sono in grado di offrirle. Se alla fine tutto viene venduto sullo stesso scaffale e l'unica discriminante resta il prezzo sono pochi gli strumenti per il consumatore per potersi difendere e tutelare al momento dell'acquisto".

r.clemente

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