Giovedì 31 Ottobre 2013

Agitazione in mense e ristorazione
I sindacati: un'alta adesione

Braccia incrociate e serrande abbassate giovedì in molte mense e nelle maggiori catene di ristorazione, aderenti a Fipe, Confcommercio e Angem, anche a Bergamo e in provincia per lo sciopero nazionale dei pubblici esercizi, proclamato dalle organizzazioni sindacali FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL E UILTUCS-UIL.

A motivare la protesta, in una fase di rinnovo contrattuale, è il tentativo delle associazioni dei datori di lavoro di «smantellare il Contratto collettivo nazionale di Lavoro del turismo», come dicono i sindacati.

“Da Bergamo abbiamo avuto una grande partecipazione: circa 250 i lavoratori al corteo di questa mattina per le vie di Milano. Anche l'adesione allo sciopero è stata davvero alta”. Lo ha detto Romeo Lazzaroni, segretario generale provinciale della FILCAMS-CGIL.

“Sull'autostrada A4, per fare un esempio, un display luminoso avvisa che l'Autogrill Brembo è chiuso per lo sciopero. Moltissime mense hanno ugualmente chiuso le porte in grandi aziende come la Brembo e la Reggiani Macchine. Negli ospedali e nelle case di riposo sono stati garantiti i pasti solo ai degenti e i servizi minimi”.

Ecco i dati forniti dal sindacato sull'adesione alla mobilitazione:
-Autogrill, A4 Brembo, Osio Sopra, chiuso
-mensa Sodexo della Brembo di Stezzano 90%
-mensa Sodexo della Brembo di Curno 90%
-mensa Dussmann alla Lovable di Grassobbio chiusa, 100% di adesione
-mensa ex Reggiani Macchine di Grassobbio chiusa, 100% di adesione
-mensa Cooperativa Lavoratori Banca Popolare di Bergamo Credito Varesino di via Sant'Alessandro chiusa
-mensa dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, garantiti soli i servizi minimi
-mense degli ospedali di Calcinate, Romano di Lombardia, Treviglio, San Giovanni Bianco, garantiti solo i pasti ai degenti
-mensa Dow Chemical di Mozzanica, chiusa
-mensa Same di Treviglio, chiusa
-mensa Exide di Romano di Lombardia, chiusa
-Mc Donald's, Stazione di Bergamo, un terzo dell'organico ha scioperato.

Il negoziato per il rinnovo del contratto, dicono i sindacati in una nota diffusa nei giorni scorsi, "ha visto le associazioni dei datori di lavoro dividersi, rifiutare il confronto e lanciarsi in richieste sempre più irricevibili. ANGEM, associazione cui fanno capo alcune diverse aziende della ristorazione collettiva, vuole modificare in peggio le norme che regolano il cambio appalto. FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e le altre aziende della ristorazione collettiva hanno abbandonato il tavolo delle trattative dopo aver richiesto l'eliminazione degli scatti di anzianità, della 14ma mensilità e della riduzione dei permessi individuali, oltre alla richiesta di ricalcolare il periodo di malattia e l'indisponibilità ad aumenti salariali sino al 2015". FIPE ha provveduto alla recessione del contratto, atto definito dalla FILCAMS-CGIL nazionale di “inaudita gravità”.

r.clemente

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