Lunedì 02 Marzo 2009

Emma Marcegaglia a Bergamo
boccia il protezionismo

"Una strategia di carattere protezionistico per combattere la crisi sarebbe drammatica, soprattutto per l'Italia". A mettere in guardia da una scelta di questo tipo è il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, lunedì pomeriggio a Bergamo per un incontro con gli industriali della provincia.

"Il protezionismo sarebbe drammatico perchè creerebbe una crisi più lunga di quella del '29", ha detto la Marcegaglia. "Il timore del protezionismo è reale perchè tutti pensano ai propri elettori e prevalgono logiche di pancia. Nessuna si ricorda che viviamo tutti di export", ha aggiunto. In questo contesto il numero uno di viale dell'astronomia ritiene importante che venga chiuso il tema degli accordi multilaterali perchè un fallimennto porterebbe Paesi come la Turchia ad alzare le barriere. “Se ci fosse un protezionismo noi avremmo da perdere più di altri Paesi”, ha concluso.

Al tavolo con le parti sociali di mercoledì 4 marzo la Confindustria chiederà che gli 8 miliardi annunciati dal governo per affrontare la crisi economica siano disponibili nel giro di poche settimane. Ma soprattuto che le risorse messe a disposizione si concentrino principalmente su ammortizzatori, infrastrutture e sostegno alle imprese che investono.

Parlando a margine dell'incontro con la Confindustria di Bergamo proprio sul tema della crisi, la presidente degli industriali Emma Marcegaglia, ha detto: “Al tavolo con le parti sociali si parlerà dei fondi Fas. Noi siamo favorevoli a che non si disperdano le risorse in mille rivoli ma si concentrino su ammortizzatori sociali, infrastrutture e supporto alle imprese che investono, una sorta di credito di imposta per le imprese che confermano gli investimenti in ricerca e tecnologia”. Al tavolo con le parti sociali, inoltre, il numero uno di viale dell'Astronomia chiedera: “Rassicurazioni che gli 8 miliardi siano spendibili, concreti e disponibili nelle prossime settimane”.

Confindustria boccia la linea scelta dal vertice di ieri a Bruxelles di non sostenere le economie dei Paesi dell'Est, tra le più penalizzate dalla crisi economica mondiale. “I Paesi dell'Est vanno salvati”, ha detto ancora la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. “E' importante una decisione a supporto dei Paesi dell'Est - ha spiegato - perché molte imprese e banche italiane hanno investito lì”. Il numero uno di viale dell'Astronomia è convinta che le nostre imprese possano risentire della decisione presa lunedì a Bruxelles. “Sicuramente sì - ha risposto ai giornalisti che le chiedevano se temesse una ricaduta sul tessuto imprenditoriale italiano - l'Europa deve essere più forte e coraggiosa. I vertici inconcludenti ci preoccupano. Con questa crisi servono decisioni comuni”. Di qui l'importanza che “si passi da una Europa che è un tavolo di coordinamento dei singoli Paesi, a una Europa più unita che si doti di strumenti propri comunitari per fronteggiare la crisi”. In termini concreti, la Marcegaglia vede favorevolmente “l'emissione degli union bond e al tempo stesso servirebbe un fondo di garanzia per sostenere i Paesi europei”.

Un fondo di garanzia statale per allungare i tempi del credito concesso dalle banche alle imprese. E' questa la proposta che Confindustria porrà sul tavolo della discussione il 5 marzo prossimo in occasione del “Credit day”. Ad anticipare la proposta è stata lo stesso presidente degli industriali, Emma Marcegagli. “Il 5 marzo in occasione della Giornata del credito - ha annunciato - chiederemo un fondo di garanzia statale affinché i crediti alle imprese abbiano una durata più lunga e fare in modo che le imprese sopravvivano”. La Marcegaglia ha colto l'occasione, inoltre, per ribadire l'auspicio che “le principali banche emettano i Tremonti-bond”, lo strumento finanziario deciso dal governo per iniettare liquidità nel sistema delle imprese attraverso gli istituti di credito. “I Tremonti-bond sono un fatto positivo - ha evidenziato - auspichiamo che le banche li sottoscrivano mantenendo il credito alle imprese”. In questo ambito la numero uno di viale dell'Astronomia si è detta anche “favorevole alla creazione di un mediatore del credito”.

Il crollo dell'1 per cento del Prodotto interno lordo è la dimostrazione che “la crisi è grave”. E' con queste parole che Emma Marcegaglia, commenta il dato 2008 diffuso dall'Istat sul Pil “Purtroppo da tempo sosteniamo che questa crisi è vera, profonda. Oggi il Pil è calato dell'1 per cento, segno che la crisi è grave”. Parlando a Bergamo, la Marcegaglia ha ribadito ancora una volta che “dalla crisi si può uscire ma per farlo occorre prendere decisioni velocemente”. Per questo dal suo punto di vista, gli ammortizzatori sociali sono “un tema importante”, ma ancor più importante è “che si eviti di creare altri disoccupati, che le imprese non falliscano. Stiamo insistendo sul tema del credito. E' nostro dovere morale far sopravvivere un numero più alto di imprese italiane e non creare più disoccupati”.

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha infine bocciato la proposta del Pd per un assegno ai disoccupati se questa non venisse accompagnata da una riforma del sistema pensionistico. “Non siamo d'accordo - ha detto - perché una proposta così è monca, costa circa l'1 per cento del Pil. Ha senso una revisione complessiva degli ammortizzatori sociali ma deve essere accompagnata dalla riforma delle pensioni”. “Se accompagnata dalla riforma delle pensioni - ha ribadito - saremmo i primi a sostenerla. Da sola non sta in piedi perché non possiamo permetterci di sforare dell'1 per cento il Pil”.

Marcegaglia ha poi accolto l'invito del Papa a farsi carico delle difficoltà dei lavoratori in questa crisi. “Accogliamo la richiesta del Pontefice affinché le imprese si facciano carico delle sorti dei lavoratori, è nostro dovere sostenerli”.

a.ceresoli

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