Lunedì 06 Luglio 2009

Produttori di latte al contrattacco
«La situazione è ormai al limite»

Luglio sarà un mese molto caldo per la zootecnica da latte. La Coldiretti, infatti, in difesa del settore che sta ormai soccombendo schiacciato dalla crisi, darà vita a una nuova, grande mobilitazione, per sostenere l’origine in etichetta e contro le contraffazioni che continuano ad affossare i prezzi alla produzione non solo del latte, ma anche dei suini, dei bovini e di tutti i prodotti agricoli.

L’annuncio viene dal presidente della Coldiretti bergamasca Giancarlo Colombi. “La decisione è presa, stiamo mettendo a punto i dettagli delle iniziative di protesta che realizzeremo a sorpresa (probabilmente il 21, 22 e 23 luglio) e che non si concluderanno in una sola giornata e interesseranno diversi obiettivi. Siamo molto determinati perchè la situazione è veramente al limite”.

La mobilitazione riguarderà l’intero territorio nazionale, ma la Coldiretti di Bergamo è particolarmente agguerrita su questa partita che coinvolge una parte significativa del sistema agricolo provinciale, anche in termini di indotto. L’organizzazione agricola infatti conta circa 650 le aziende da latte (con una produzione di 220.000 tonnellate), 80 aziende suinicole professionali e 30 quelle di bovini da carne. Il piano di mobilitazione che la Coldiretti sta definendo interesserà principalmente il prezzo del latte, ma verrà esteso anche alle altre produzioni agricole, perchè la crisi ormai è generale e pesantissima per tutti i comparti.

“Da mesi stiamo lavorando sapendo di non coprire i costi e se la situazione non cambia in fretta ai nostri allevamenti non rimane che la chiusura – sostiene Colombi -; oggi il latte alla stalla viene pagato 0,28 euro al litro mentre i costi di produzione sono mediamente di 0,37 euro al litro. Inoltre dall’estero giungono quantità incredibili di prodotti anonimi che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni e contribuiscono ad abbassare i prezzi all’origine, senza portare alcun beneficio per il consumatore”.

La Coldiretti denuncia che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita è fatta con latte o addirittura cagliate straniere. Per questo chiede di rendere disponibile al pubblico su sito Internet i dati riguardanti le importazioni di latte e derivati lattiero caseari (soprattutto in riferimento a polveri di latte,concentrato proteico, caseine e cagliate) ma anche le ditte di destinazione dei prodotti importati.

“La speculazione sui prezzi - afferma Colombi – si combatte con la trasparenza dell'informazione e per questo è necessario estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte a lunga conservazione (UHT) e degli altri prodotti lattiero caseari, che troppo spesso sono fatti con latte sterile, cagliate, polveri e caseinati importati in grandi quantità dall'estero all'insaputa dei consumatori”.

In Italia in un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di chili di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina. Per garantire la veridicità del prodotto caseario, la Coldiretti chiede anche la mappatura mediante l'utilizzo di isotopi estesa a tutto il territorio nazionale mentre sul piano commerciale chiede norme per agevolare le imprese agricole all'accesso nella distribuzione tradizionale e organizzata, di facilitare lo sviluppo delle filiere corte dei prodotti lattiero caseari mediante la vendita diretta, i distributori automatici e altri interventi che possano assicurare nuovi sbocchi di mercato più remunerativi per gli allevatori.

“Questa non è una questione che riguarda solo il mondo agricolo - sottolinea Colombi - ; se le nostre aziende agricole chiuderanno saremo costretti ad acquistare all’estero i prodotti base della nostra alimentazione e non saremo certo poi noi a dettare prezzi e regole di mercato”.

Il 9 luglio si terrà un incontro in Regione, con il Presidente Roberto Formigoni, per parlare di prezzo del latte e di modifiche al Piano di Sviluppo Rurale.

a.ceresoli

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