Martedì 14 Luglio 2009

Valle Brembana, uscire dalla crisi
con un progetto per il turismo

Un «progetto turismo» di ampio respiro per regalare nuove prospettive alla Valle Brembana colpita dalla crisi generalizzata e che, nel suo caso, rischia di avere conseguenze peggiori che altrove. Un intervento che, mettendo la parola fine a campanilismi di sorta, coinvolga sinergicamente Provincia, Comuni e parti sociali. La riflessione, partendo dalla delicata situazione di difficoltà che stanno vivendo le industrie del territorio, dovrà prendere in considerazione anche numerosi aspetti di carattere sociale, dal sistema socio-sanitario all’istruzione. Tanto più alla luce del grande investimento firmato dal Gruppo Percassi per il rilancio di San Pellegrino.

Questa la ricetta presentata questa mattina da Cgil, Cisl e Uil di Bergamo per far fronte ad una situazione di grande difficoltà di un territorio con un sistema industriale già debole di per sé e che, a causa di questa crisi, rischia il declino definitivo. «Per il futuro della Valle Brembana è fondamentale che permangano le aziende manifatturiere, soprattutto a Brembilla, vero cuore produttivo della zona. Per questo proponiamo un progetto di turismo complessivo, attraverso la messa in campo di politiche volte a far restare le famiglie. Da qui la necessità di attivare una riflessione sul sistema socio-sanitario e l’istruzione», ha detto il segretario provinciale della Cisl, Ferdinando Piccinini.

Grande è quindi la preoccupazione per la crisi che ha investito i settori tradizionali dell’economia della valle: dal metalmeccanico al tessile fino al legno. Da qui l’idea di mettersi insieme, contando su un ruolo di regia da parte della Provincia, per conservare questo patrimonio, puntando sulle infrastrutture e il sostegno alle aziende che investono sul territorio. Magari sfruttando quello che è stato battezzato il modello Valle Seriana, caratterizzato da poche azioni ma ben definite, all’insegna della concretezza.

«Negli ultimi mesi - rimarca Marco Cicerone, segretario generale della Uil di Bergamo – siamo stati impegnati su questo fronte. Un metodo che però possiamo dire propedeutico per affrontare la crisi che ha coinvolto tutta la provincia». Conclude Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil di Bergamo: «Considerato il grande investimento previsto a San Pellegrino chiediamo un confronto con il Gruppo Percassi per avere maggiori informazioni a proposito dei tempi del progetto e di quale entità sarà l’occupazione prevista».

e.roncalli

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