Mercoledì 02 Settembre 2009

La Cassa è in scadenza
A rischio 1.800 lavoratori

Sono 1.800 i lavoratori bergamaschi che da qui a fine anno incroceranno le dita: la cassa integrazione straordinaria concessa alle loro aziende è infatti in scadenza e se a molte di esse potranno essere concessi dei mesi di cassa in deroga, altre rischiano di trovarsi «scoperte» in fatto di ammortizzatori, con una ripresa che si annuncia ancora lontana e un disperato bisogno di ulteriore sostegno.

Ecco perché i sindacati stanno preparandosi a un autunno caldo di rivendicazioni: la prima stima che sta emergendo è che solo per affrontare la continuazione dell'emergenza in Bergamasca, «saranno necessari, per i primi sei mesi del 2010, non meno di 30-35 milioni di euro per i casi di cassa in deroga». «Ci sono alcuni casi che coinvolgono ancora centinaia di lavoratori, come la Donora che esauriscono il loro monte ore di cassa in deroga al termine di un lungo percorso - spiega il segretario generale della Cisl Ferdinando Piccinini -, ma oltre ai casi conclamati, troviamo tante aziende medie e piccole in cui si sta esaurendo la cassa speciale. Alcune avranno ancora diritto a proroghe, ma altre a fine anno esauriranno gli ammortizzatori, con una situazione sociale, che rischia di diventare esplosiva sul territorio».

Anche perché, accanto alla scadenza delle «speciali», i sindacati sono chiamate a discutere in questi giorni anche alcune procedure di mobilità: appena scongiurata alla Baschild di Treviolo (macchine per la lavorazione del legno), che ha ritirato la procedura e opterà su ammortizzatori come la Cigo o il contratto di solidarietà, non è ancora stato trovato l'accordo per la mobilità aperta in estate alla M&M International di Orio al Serio (produzione valvole), per 25 lavoratori su 80, mentre tra luglio e agosto anche Royal Fer di Ponte San Pietro (lavorazione ferro) e Fk Group (meccanotessile) di Dalmine avevano annunciato procedure.

«Dobbiamo tentare di aprire subito un confronto in Regione - prosegue Piccinini - per vedere come possiamo gestire i primi sei mesi del 2010: abbiamo bisogno di fondi nuovi perché la ripresa è ancora lontana e le scadenze di cassa anche in deroga, per la fine dell'anno, rischiano di accumularsi pericolosamente».

«Avevamo previsto mesi fa che a fine anno alcune situazioni sarebbe esplose - esclama preoccupato il segretario generale della Cgil bergamasca Luigi Bresciani -, e ora i nodi stanno arrivando al pettine, visto che alcune aziende, anche di grandi dimensioni, hanno ormai esaurito gli ammortizzatori a disposizione».

«Anche se l'ultimo decreto che rende più agevole l'accesso alla Cassa è un segnale positivo - spiega il segretario generale bergamasco della Uil Marco Cicerone -, quello che preoccupa è il tipo di atteggiamento che assumeranno nei prossimi mesi gli imprenditori. A distanza di un anno dall'esplosione della crisi infatti, le pesanti perdite di ordini si sono purtroppo consolidate ed è chiaro che mantenere certe figure rappresenti un costo: la paura vera è che si intraprendano iniziative per rimodellare gli organici sulla base degli ordini attuali, senza tenere conto di un futuro che dovrebbe, seppur lentamente, portare a una normalizzazione».

e.roncalli

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