Mercoledì 16 Settembre 2009

Senza stipendi alla Itis di Trezzo:
43 lavoratori incrociano le braccia

Sono 43 i lavoratori della Its di Trezzo d’Adda che da martedì hanno deciso di incrociare le braccia a oltranza per protestare contro il mancato pagamento delle ultime mensilità. La proclamazione dello stato di agitazione è stata comunicata dalla Uiltrasporti di Bergamo, che sta seguendo da alcuni mesi la delicata vertenza, sia alla stessa Its Srl alla quale, con un accordo risalente al 28 ottobre 2008, la Italfresco (azienda specializzata nella distribuzione di prodotti di facile deperibilità) aveva deciso di conferire il proprio ramo d’azienda inerente alle attività di autotrasporto conto terzi.

In quell’occasione, le parti si erano accordate per «il mantenimento di tutti i diritti contrattuali e i livelli retributivi maturati in costanza di rapporto di lavoro a favore della società Italfresco».

«In realtà – spiegano Fausto Angelo Marchetti, segretario provinciale della Uiltrasporti, e Giacomo Ricciardi, della segreteria Uilt – sin dal mese di aprile i versamenti degli stipendi avevano subito un rallentamento. Grazie a una serie di incontri da noi promossi con la direzione dell’Its, che ha come unica committenza l’Italfresco, ci era stato comunicato che, al fine di risolvere positivamente la questione, era in atto una operazione finanziaria con possibile subentro di un nuovo socio. A giugno la situazione era sembrata sbloccarsi in quanto si era fatto avanti il consorzio Helios, nelle persone di W. A. e D. C., i quali avevano assunto la gestione dell’Its, su nostra specifica richiesta gli stessi diedero garanzie circa il pagamento di tutti gli arretrati fino a quel momento maturati».

Già il mese successivo, però, ai lavoratori non venne corrisposto né lo stipendio di giugno né la quattordicesima: «Quindi - sottolineano i sindacalisti - si rese necessario procedere a un ulteriore incontro con l’azienda per avere chiarimenti sui mancati pagamenti. L’azienda ci informò che il disguido era dovuto al fatto che la committente Italfresco non aveva ancora saldato le ore di lavoro prestate dalla Its. Successivamente venne convocata un’assemblea dei lavoratori: alla stessa presenziarono anche i responsabili dell’azienda e alla fine si raggiunse l’accordo di non procedere allo stato di agitazione indicando una data per il pagamento dello stipendio e quattordicesima, affinché l’aziende avesse il tempo tecnico per reperire i fondi. L’accordo fu rispettato nei termini concordati».

Con lo stipendio del mese di luglio si verificò ulteriore fatto che mise i lavoratori in apprensione:, i pagamenti furono fatti al 60% da due consulenti della ditta Italfresco anziché dalla Its. Naturalmente su specifiche richieste degli operatori i consulenti dell’Italfresco dichiararono che il restante 40% dello stipendio sarebbe stato elargito successivamente.

«Da allora - dicono Marchetti e Ricciardi - gli incontri con proprietà Italfresco e Its, consulenti vari ed avvocati si sono susseguiti senza giungere ad un risultato soddisfacente per entrambe le parti».

Lunedì scorso, nella sede della Uil, si è svolto l'ultimo incontro a tre fra Uilt, Italfreso e Its e, nonostante ore e ore di discussione, non è stato raggiunto nessun accordo fra sindacato e imprese, men che meno fra le due stesse società le quali sembra che non abbiano alcuna proposta atta a risolvere la oramai insostenibile crisi aziendale.

«Immediatamente - concludono Marchetti e Ricciardi - la Uilt ha comunicato alle due società lo stato di agitazione con il preciso intendimento che il personale rimarrà disponibile a riprendere l’attività lavorativa previo pagamento delle spettanze e accompagnato da un piano industriale attuabile».

r.clemente

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