Autotrasporto, 48 ore di sciopero Ferma la logistica e la distribuzione

Autotrasporto, 48 ore di sciopero
Ferma la logistica e la distribuzione

Proseguirà ancora lunedì e martedì 30 e 31 ottobre lo sciopero dell’autotrasporto, che coinvolgerà anche la logistica e la spedizione delle merci.

«Nelle assemblee abbiamo riscontrato un’alta partecipazione di lavoratori e, anche se questo non si traduce automaticamente in un’adesione allo sciopero - spiega Marco Sala, segretario generale della Filt-Cgil di Bergamo - significa comunque che c’è grande sensibilità rispetto al tema».

Il tema è quello della protesta indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da quasi due anni. Per questo le tre sigle sindacali hanno invitato i lavoratori dei settori logistica, autotrasporto e distribuzione e spedizione delle merci ad incrociare le braccia per tre giorni:venerdì e poi ancora lunedì e martedì. Venerdì lo sciopero interessava il trasporto carburante, medicinali, prodotti alimentari di prima necessità e animali vivi ed «è stato abbastanza sentito, anche se riguardava in minima parte il trasporto merci, interessando le aziende che devono garantire l’essenziale per il servizio - puntualizza Giacomo Ricciardi, numero uno della UilTrasporti -. Per lunedì e martedì ci aspettiamo una massiccia adesione da parte dei lavoratori delle aziende di autotrasporto e logistica». Da parte sua la segreteria nazionale della Fai-Federazione autotrasportatori italiani, parla di «disagi impercettibili». «Le aziende hanno lavorato normalmente e la distribuzione delle merci non ha subito alcun impatto». Doriano Bendotti, segretario provinciale della Fai, afferma: «Sul nostro territorio non si è riscontrato nessun tipo di disagio. Al tavolo delle trattative abbiamo posto la questione di come abbattere i costi aziendali, salvaguardando lo stipendio dei lavoratori. Considerando tra l’altro che dobbiamo fronteggiare la concorrenza sleale delle imprese straniere. Detto questo, non c’è nessuna volontà di annullare istituti contrattuali come la quattordicesima».


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