Avvicendamento ai vertici del Creberg La guida passa da Pezzoli a Perico

Avvicendamento ai vertici del Creberg
La guida passa da Pezzoli a Perico

Avvicendamento ai vertici del Credito Bergamasco. Sarà infatti Roberto Perico a raccogliere l’eredità di Bruno Pezzoni alla guida del Creberg. La nomina è stata ufficializzata mercoledì 27 gennaio dal Consiglio di Amministrazione del Banco Popolare.

Per Roberto Perico, sinora alla guida della Direzione Territoriale Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, si tratta di un ritorno a casa. Bergamasco, classe 1957, ha percorso la sua ultratrentennale carriera bancaria proprio nel Credito Bergamasco.

Assunto nel 1980, il manager bergamasco ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità maturando un’esperienza ricca e articolata in tutti i principali ambiti della professione bancaria: dai crediti, sia nel settore retail sia corporate, alla rete commerciale in cui è stato responsabile di numerose filiali, anche di grandi dimensioni, e d’area affari. Nominato dirigente nel 2008, dal 2009 al 2012 è stato responsabile del servizio corporate dell’istituto bergamasco. Nel giugno 2012 è stato chiamato a dirigere la Direzione Territoriale Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno.

Perico sarà chiamato a proseguire il lavoro di Bruno Pezzoni che lascia i vertici del Creberg dopo esserne stato a capo per oltre cinque anni. Il Consiglio di Amministrazione del Banco Popolare ha rivolto un unanime ringraziamento a Pezzoni per il lavoro e l’impegno dedicati al Creberg e al Banco Popolare nel suo lungo e proficuo servizio.

«Vorrei ufficialmente ringraziare Bruno Pezzoni - ha commentato Pier Francesco Saviotti, amministratore delegato del Banco Popolare - che lavorava con me fin da quando aveva i “calzoni corti” e mi ha dato una grossa mano anche quando sono arrivato al Banco dove ricopriva la carica di responsabile dei crediti». «Ho ritrovato un collega che aveva “masticato” i crediti fin dall’epoca della Comit e che ha dato un preziosissimo contributo anche a Bergamo, prima al Credito Bergamasco e poi alla Divisione territoriale».


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