Banche, disagi in vista per lo sciopero Venerdì 30 manifestazione a Milano

Banche, disagi in vista per lo sciopero
Venerdì 30 manifestazione a Milano

Possibili disagi in vista venerdì 30 gennaio: i lavoratori delle banche di tutta la provincia, come nel resto del Paese, incroceranno le braccia a sostegno del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro.

In particolare la protesta è contro la decisione unilaterale dell’Abi - scrivono i sindacati - di dare disdetta e successiva disapplicazione dei contratti collettivi di lavoro dal 1° aprile 2015.

In Bergamasca si chiude mercoledì, con gli ultimi due appuntamenti, la serie di oltre quaranta assemblee organizzate dai bancari in vista dello sciopero nazionale del settore. Venerdì si svolgeranno quattro grandi manifestazioni a Milano, Ravenna, Roma e Palermo.

Da Bergamo lavoratori e sindacalisti raggiungeranno il capoluogo lombardo con bus organizzato unitariamente dai sindacati. L’appuntamento a Milano è alle 9.30 davanti alla Sede Abi di via Olona. Il corteo arriverà in Piazza della Scala dove, dopo gli interventi dei delegati in rappresentanza di Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin, concluderanno la manifestazione Lando Sileoni, segretario generale di Fabi e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

uno sportello bancario

uno sportello bancario

Come scrivono unitariamente le diverse sigle sindacali di categoria Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Uilca e Unisin, la mobilitazione ha l’obiettivo di «respingere l’arroganza dei banchieri che ci vogliono riportare indietro nel tempo». Con l’astensione dal lavoro si chiederà che il contratto nazionale rimanga primo elemento di diritto, non derogabile, a difesa dell’occupazione e dell’area contrattuale.

«Le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, nei fatti, non sono mai iniziate - si legge in una nota dei sindacati a livello provinciale - . L’Abi, aldilà delle dichiarazioni formali rilasciate alla stampa, continua a mantenere una posizione di assoluta rigidità. I banchieri non solo non vogliono rinnovare il Contratto nazionale di lavoro sulla scorta delle nostre richieste ma vogliono un ‘rinnovo’ che consista nello svuotamento del contratto nazionale. Vogliono avere completa libertà di azione nel gestire le ristrutturazioni aziendali con un solo forsennato obiettivo che consiste nella riduzione del costo del lavoro. Il tentativo è quello di ridurre ulteriormente il numero degli attuali occupati nel settore, azzerare gli automatismi economici, scardinare il sistema degli inquadramenti e complessivamente cancellare le tutele realizzate in oltre 65 anni di storia negoziale».


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