«Basta morire sui cantieri edili» Bergamaschi in presidio a Milano

«Basta morire sui cantieri edili»
Bergamaschi in presidio a Milano

Anche i lavoratori bergamaschi della filiera delle costruzioni erano in piazza Duomo lunedì mattina a Milano per protestare contro gli infortuni mortali sul lavoro. Nel corso della manifestazione sono state avanzate proposte alla giunta regionale della Lombardia e al presidente Fontana per debellare questo intollerabile fenomeno.

Durante il presidio sono state raccontate le cause dell’ultimo infortunio mortale avvenuto sui singoli territori della Lombardia: «Ricordare, comprendere e analizzare le cause del perché i lavoratori muoiono sul lavoro nel 2018, serve ad interrogare tutti i soggetti che operano nella filiera delle costruzioni – spiega Luciana Fratus (Fillea CGIL), Giuseppe Mancin (Feneal UIL) e Giovanni Anesa (Filca CISL) – A Bergamo stiamo cercare di far fronte a questo dramma attraverso un grande lavoro di prevenzione svolto attraverso gli organismi paritetici, Scuola Edile e Cpta: nel 2017 abbiamo garantito a 5.550 lavoratori 323 corsi sulla sicurezza, per un totale di 2.926 ore di formazione. La sensibilizzazione coinvolge tutta la filiera, dai liberi professionisti ai lavoratori dipendenti. Oltre a questi vengono fatti sopraluoghi nei cantieri da parte di tecnici a supporto delle imprese in materia di salute e sicurezza. Inoltre il CCNL dell’edilizia è uno dei pochi contratti che prevede l’obbligo della formazione preventiva di 16 ore prima di ogni nuova assunzione, totalmente a carico della bilateralità. Sottolineiamo anche l’importanza del nuovo contratto provinciale dell’industria, che dal giugno di quest’anno introduce in via sperimentale la contrattazione d’anticipo: si comincia così a lavorare sulla sicurezza ancor prima che nasca il cantiere definendo regole e buone prassi già in essere, garantendo anche un ruolo attivo agli enti bilaterali quale presidio di legalità e sicurezza. Ci auguriamo che la stessa contrattazione d’anticipo possa essere estesa anche alle imprese artigiani, il cui contratto provinciale è in discussione in queste settimane».

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