Bergamasco il Cubetto di Primo Toys
piace anche alla sorella di Zuckerberg

Per Cubetto, il robot che avvicina i bambini alla programmazione digitale sviluppato dalla società «Primo Toys» dei due giovani bergamaschi trapiantati a Londra Filippo Yacob e Matteo Loglio, si spalancano le porte dei giganti dell’informatica mondiale.

Bergamasco il Cubetto di Primo Toys piace anche alla sorella di Zuckerberg
Matteo Loglio e Filippo Yacob, i due giovani bergamaschi di Primo Toys

Durante l’ultima campagna di crowdfunding per raccogliere i fondi con cui avviare la produzione su scala industriale di questo gioco, Primo Toys ha raccolto infatti 275 mila sterline (circa 355 mila euro) e ha ricevuto il sostegno anche di Randi Zuckerberg, sorella di Mark, il fondatore di Facebook.

«L’abbiamo incontrata e conosciuta - spiega Filippo Yacob - nei quattro mesi passati a San Francisco per stabilire nella città californiana la nostra presenza, dove peraltro ha sede Pch Internazionale, un investitore che ha deciso di sostenerci con un milione di dollari. Randi Zuckerberg peraltro era una nostra fan, conosceva già Cubetto, ed è stata lei a contattarci. Tra noi è scattata subito la sintonia perché condividiamo una certa visione dell’educazione, della tecnologia e dell’essere genitori».

Il gioco sviluppato dai due imprenditori bergamaschi è costituito da un set di oggetti in legno: un «Cubetto» robot, una scatola (board) di comando, un pacchetto di mattoncini d’istruzione colorati che, inseriti in varie sequenze, permettono al robot di muoversi nello spazio. Ogni sequenza in cui possono essere sistemati i mattoncini corrisponde infatti a un algoritmo semplice e il bambino può così osservare gli effetti della sua programmazione.

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