Martedì 18 Aprile 2006

Bergamo, aumentano i fallimenti
Nel 2005 249 procedure: +28,3%

Aumentano i fallimenti a Bergamo, dove l’anno scorso sono state dichiarate 249 procedure, con un aumento del 28,3% rispetto all’anno precedente, decisamente superiore alla media italiana. In Italia le aziende costrette a chiudere i battenti dal 2004 al 2005 sono aumentate del 3,4%, salendo ad un totale di 9.696. Circa un fallimento ogni quaranta (ovvero il 2,5% del totale) è peraltro avvenuto in provincia di Bergamo.Secondo i dati nazionali raccolti da Unioncamere, dopo qualche anno di sostanziale diminuzione del numero di fallimenti, gli ultimi due anni soprattutto hanno di nuovo portato alla ribalta il fenomeno: se nel 2003 i fallimenti sono aumentati appena del’1%, nel 2004 i fallimenti sono cresciuti del 4,8% e nel 2005 appunto del 3,4%. Più colpito il settore del commercio.
Stando ai dati del 2005, delle quasi 9.700 procedure fallimentari avviate al 31 dicembre scorso, 2.641 (circa il 27%) sono stati nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, in aumento del 2% sul 2004. Poco meglio se la sono cavata le attività manifatturiere, dove a fallire sono state 1.857 imprese (il 19% del totale), anche in questo caso in aumento rispetto all’anno precedente. E il bilancio è stato decisamente negativo anche per le costruzioni: le imprese che non ce l’hanno fatta, si legge nei dati Unioncamere, sono state 1.434, il 12,4% in più rispetto al 2004, con un aumento quindi nettamente superiore alla media.
Tra le varie province, è Roma ad aggiudicarsi il primato negativo con 1.222 fallimenti, il 12,6% del totale, davanti a Milano (757), Napoli (747) e Torino (392). Tra le province non capoluogo di regione Bergamo è preceduta da Brescia.

(18/04/2006)

a.campoleoni

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