Martedì 03 Giugno 2008

Bonduelle, finita la cassa integrazione gli operai vogliono tornare a lavorare

Il 31 maggio scorso è scaduto il periodo di cassa integrazione ordinaria per i cento dipendenti dello stabilimento Bonduelle di San Paolo d’Argon che lavoravano nel reparto di produzione reso inagibile dall’incendio divampato il 28 febbraio. Ora i dipendenti rimarranno a disposizione dell’azienda, pur non essendo operativi, con una retribuzione pari al 100%. Ma gli operai vogliono tornare a lavorare al più presto e hanno annunciato un presidio davanti alla sede del Ministero del Lavoro.L’Inps intanto dovrà esprimersi a favore della somma di denaro anticipata dal gruppo francese ai lavoratori (pochi giorni dopo il rogo) come cassa integrazione ordinaria. Intanto oggi si è svolta una manifestazione davanti al cancello dello stabilimento devastato dalle fiamme. Verso le 7,45, numerosi operai si sono presentati davanti alla fabbrica di San Paolo d’Argon per confrontarsi con i dirigenti in merito alla situazione.Per l’azienda il centinaio di lavoratori non operativi (una quarantina sono già al lavoro negli uffici di San Paolo d’Argon) è come se fossero in ferie. Spiega il direttore generale del gruppo, Umberto Galassini: «Recepiranno al 100% il loro stipendio in attesa di comunicazioni dall’Inps riguardo all’accettazione della cassa integrazione ordinaria da noi anticipata». Solo nel caso in cui l‘istituto nazionale di previdenza sociale dovesse dare l’ok, potrà essere avviata la procedura di mobilità per quei lavoratori che non saranno ricollocati nel nuovo sito produttivo di Lallio, operativo a partire da luglio. «Una novantina di dipendenti saranno reinseriti nello stabilimento di Lallio – evidenzia Galassini, preferendo non sbilanciarsi sul numero degli esuberi che è stato lievemente modificato dopo l’incontro in prefettura -, attivo da luglio. Rimane valida la proposta di trasferire una trentina di lavoratori a Battipaglia (Salerno)». In un’assemblea sindacale nello stabilimento Bonduelle di San Paolo d’Argon, facendo il punto della situazione, Alberto Citerio della Fisascat – Cisl ha messo in evidenza che «l’azienda ci ha comunicato il numero degli esuberi rivisti dopo l’incontro con il prefetto. Invece di 50 sono 40 e coloro che saranno trasferiti a Lallio saranno 94 invece che 90». (03/06/2008)

a.campoleoni

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