Carvico, dai costumi agli abiti È il debutto nel prêt-à-porter
Un modello della collezione primavera-estate presentata alla Premiére Vision di Parigi

Carvico, dai costumi agli abiti
È il debutto nel prêt-à-porter

A guardare le sfilate di alta moda, i tessuti tecnici hanno fatto capolino sulle passerelle. E la Carvico ha colto l’occasione per presentare una mini collezione di abiti per donna e uomo realizzati con gli stessi tessuti - reinterpretati - con cui si confezionano costumi da bagno (e in generale beachwear) e capi sportivi. L’idea è quella di coniugare comodità ed eleganza nel vestire, in pieno spirito «run to work».

Protagoniste del debutto nel settore abbigliamento sono due società del gruppo Carvico (presieduto da Laura Colnaghi Calissoni): Carvico, specializzata nella produzione di tessuti indemagliabili elasticizzati, e Jersey Lomellina, attiva nella produzione di tessuti circolari elasticizzati destinati all’intimo, al beachwear e al fitness. Dopo i 22 capi primavera-estate - per un totale di 60 pezzi tra tubini, pantaloni e camicie - presentati alla Première Vision di Parigi, fiera dedicata alla moda e al tessile, all’edizione autunnale della manifestazione le due aziende proporranno la collezione autunno-inverno 2016-2017, con tanto di capi spalla e accessori.

L’obiettivo è «aprirsi a mercati e clienti nuovi», come spiega la responsabile marketing di Carvico, Romina Barelli. «Quella di inserire tessuti tecnici nelle collezioni è una tendenza nascente e c’è spazio per operare in questo settore», precisa Barelli. Potenzialmente, questo trend interessa tutti i Paesi: dall’Europa agli Stati Uniti, fino alla Cina.

Un modello della collezione primavera-estate presentata alla Premiére Vision di Parigi

Un modello della collezione primavera-estate presentata alla Premiére Vision di Parigi

Carvico e Jersey Lomellina hanno affidato la realizzazione delle collezioni a designer italiani, per dare un’idea alla clientela delle potenzialità di utilizzo di questi tessuti. Ma, come già succede per l’abbigliamento mare e quello sportivo, forniranno i tessuti e non i capi finiti. E, per quanto riguarda il segmento abbigliamento, l’obiettivo è collocarsi al di sopra del mass market, raggiungendo anche il prêt-à-porter.

L’idea alla base di queste nuove collezioni è la sperimentazione e la contaminazione tra diversi tessuti, combinandoli con altri materiali, vedi cotoni, lini, sete o lane. Tessuti che possono essere inoltre reinterpretati con trattamenti di tintura, tecniche di laseratura e di termosaldatura, piuttosto che usati per la confezione di abiti dai tagli sartoriali.

Tra i modelli proposti si distinguono cinque filoni: lo stile preppy (ispirato al look dei college); quello militare con trench stampati, pantaloni cargo, spolverini anni Ottanta, giubbotti e pantaloni dai tagli geometrici; quello futuristico con tessuti termosaldati e reversibili e leggere imbottiture che esaltano la silhouette; lo stile «sporty fashion» per rendere più accattivanti i capi sportivi (la «palette» cromatica tocca i colori pastello: dagli albicocca al giallo tenue, dal tortora al grigio mélange, per abbracciare nuance più decise nei capi stampati) e quello «by night», dedicato agli abiti classici, da cerimonia e da cocktail.

Carvico oggi è una realtà che conta 310 dipendenti; per l’80% produce tessuti per il beachwear e per il restante 20% tessuti per l’abbigliamento sportivo. Jersey Lomellina, invece, occupa 82 persone. Il giro d’affari di Carvico e Jersey Lomellina è di 130 milioni di euro (la quota export è pari al 66%), e per quest’anno è prevista una crescita del 3,5%.


Francesca Belotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA