Martedì 25 Maggio 2010

Edilizia, la crisi continua
lavoro in calo anche nel 2010

Se per alcuni settori si cominciano a intravedere alcuni segnali di ripresa, seppur timidi, il comparto dell'edilizia risente pesantemente della crisi economica e la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Le previsioni per quest'anno non sono rosee, infatti, come sottolinea il presidente di Ance Bergamo (Associazione nazionale costruttori edili), Paolo Ferretti, nella nostra provincia «nel 2010 il calo in termini di ore lavorate e numero di lavoratori si dovrebbe aggirare intorno a un meno 10%».

Del resto il recente passato non lasciava presagire nulla di buono, considerato che tra l'ottobre 2008 e l'aprile 2009 la diminuzione di ore lavorate si è attestata tra l'8 e il 9%, mentre l'incidenza delle aziende che hanno cessato l'attività è stata pari all'8%. Il calo della produzione ha toccato diversi comparti: da quello dell'edilizia residenziale (meno 21,%), a quello dell'edilizia non residenziale (meno 20,4%), fino alla manutenzione ordinaria (meno 7,7%).

Sul fronte della realizzazione di nuovi insediamenti produttivi e capannoni industriali la situazione non è migliore, viste le difficoltà che sta attraversando il settore manifatturiero. I motivi sono riconducibili a più fattori, uno su tutti il fatto che «rispetto alla situazione di crisi mancano scelte strategiche da parte del governo per far ripartire il settore delle costruzioni», spiega Ferretti a pochi giorni dallo svolgimento dell'assemblea provinciale di Ance, che in Bergamasca conta oltre 400 imprese associate.


Dopo il picco di infortuni sul lavoro del 2006, i dati sono in costante calo, ma non per questo si abbasserà la guardia. Ferretti sottolinea poi l'importanza dei controlli per «smascherare» quelle imprese che non si rifanno ai principi ispiratori dell'Ance, che fanno concorrenza sleale e che «se non si fanno scrupoli ad aggirare la normativa non se ne fanno nemmeno nei confronti delle condizioni in cui operano i lavoratori», dice Ferretti.

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a.ceresoli

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