Fatturato in calo del 49% a Bergamo «Preoccupa immobilismo dei mercati»

Fatturato in calo del 49% a Bergamo
«Preoccupa immobilismo dei mercati»

I dati emergono dalla terza edizione dell’Osservatorio di Confindustria Bergamo sull’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle imprese del territorio orobico. Parla il presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia.

Ad aprile le aziende hanno quantificato un calo del proprio fatturato pari al 49% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, in peggioramento in confronto a marzo quando le aziende lo quantificavano del 36%. Anche gli acquisti di aprile, rispetto a un anno prima, risultano in pesante calo: più della metà delle aziende evidenzia diminuzioni dal 25% in su, con punte del 70%. In media, le imprese hanno visto diminuire del 50% gli ordini in portafoglio rispetto alla consistenza che registravano nel periodo pre Covid-19. Metà delle aziende (49,1%) ha segnalato un’operatività ancora ridotta, con il 14% di dipendenti in lavoro agile (dato ponderato sul numero dei dipendenti delle imprese rispondenti). Segnale positivo invece per i lavoratori in cassa integrazione, che sono scesi al 16% (nella precedente rilevazione riferita a marzo erano al 29%).

Sono alcune delle significative indicazioni che emergono dal terzo Osservatorio di Confindustria Bergamo, che ha coinvolto, fra il 18 maggio e il 4 giugno, 377 imprese associate per oltre 21 mila dipendenti facendo il punto su ripresa dell’attività, lavoratori attivi, stato della liquidità e business sentiment.

Fra le criticità riscontrate, emergono ancora la carenza di ordinativi e il calo del fatturato, confermando la tendenza dei mesi scorsi. Le aziende segnalano inoltre problemi di approvvigionamento e difficoltà nei contatti e nelle trattative commerciali. Nessuna criticità, invece, nella grande maggioranza dei casi, per l’applicazione del protocollo per il contrasto dell’epidemia negli ambienti di lavoro.

Sulle aspettative di fatturato per tutto il 2020, la risposta tra le aziende intervistate è diversificata: la maggioranza (42%) stima un calo non superiore a un quarto, il resto si suddivide equamente fra chi prevede diminuzioni più marcate e chi condizioni di stabilità o incremento. Una quota significativa di aziende (60% circa) dichiara di non avere bisogno di nuova liquidità, pur permanendo le richieste di dilazione e sospensione dei pagamenti da parte dei clienti, che hanno interessato in varia misura circa il 70% delle imprese.

«Questi nuovi risultati – ha dichiarato Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo – confermano le preoccupazioni per scenari ancora fortemente negativi, a causa di mercati internazionali in buona misura fermi e di un mercato interno ancora bloccato. La voglia di recuperare è forte, gli imprenditori possono contare su una buona solidità, il sistema Bergamo ha le carte in regola per reagire, ma il contesto deve essere di aiuto. Quanto fatto fino ad oggi è stato di supporto per la prima emergenza, ma ora sono indispensabili interventi di sistema, incentivi ai consumi, incentivi agli investimenti privati e d’impresa, opere pubbliche da completare velocemente che generino ritorni in tempi brevi».


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