Guerra ai cyber-pirati del cibo  Stop vendite a Dop taroccate sul web
Prodotti italiani «taroccati» evidenziati da una campagna Coldiretti: ora i «pirati» si spostano sul web

Guerra ai cyber-pirati del cibo

Stop vendite a Dop taroccate sul web

Pugno di ferro di Martina Expo, firmati 2 protocolli per salvaguardare l’agroalimentare made in Italy. Bloccate transazioni di milioni su eBay e Alibaba.

È una dichiarazione di guerra in piena regola quella che il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha dichiarato alla contraffazione agroalimentare via web, uno dei canali recentemente più battuti per vendere parmigiani o prosciutti fasulli.

Ma le imitazioni ormai sono centinaia: dal finto balsamico, appunto al parmesan, fino a quei discutibili simil taleggio che fino a qualche tempo fa circolavano indisturbati non soltanto in alcune fiere, ma anche nei più gettonati siti di vendite on line. Il falso alimentare italiano oggi ha un mercato che nel mondo vale oltre 60 miliardi di euro, esattamente il doppio delle esportazioni dei prodotti originali.

Per questo, in occasione degli Stati generali dei marchi di qualità all’Expo, il ministro bergamasco ha illustrato 5 azioni per tutelare e promuovere dei prodotti Dop e Igp sul fronte nazionale e internazionale. Un patrimonio fondamentale per l’Italia, che possiede 271 fra Dop e Igp per il settore cibo e 523 per il vino, per un valore di 13,5 miliardi di euro, ma anche per la Bergamasca, che in provincia detiene il primato nazionale delle Dop casearie, ben nove, con campioni locali come Taleggio, Formai de Mut e Strachitunt, e altre eccellenze sul fronte dell’olio e dei salumi.

Attraverso l’Ispettorato repressione frodi (Icqrf), il ministero ha chiuso già da tempo (ma ieri queste misure sono state rilanciate), infatti, due accordi con i più grandi player dell’ecommerce mondiali come eBay e Alibaba. L’obiettivo raggiunto è quello di garantire ai prodotti Dop e Igp italiani una protezione pari a quella che ricevono i grandi marchi sulla rete. Solo negli ultimi 12 mesi sono stati oltre 300 gli interventi, con un blocco di flussi di vendite di prodotti falsi o Italian sounding per un valore che supera i 60 milioni di euro.

Per capire il giro d’affari creato dai cyber-pirati agroalimentari, basti pensare che sul sito internazionale Alibaba, a una settimana dall’avvio della collaborazione, sono già state 13 le operazioni a protezione del Parmigiano Reggiano, con blocchi di flussi che arrivavano a toccare le 5mila tonnellate di fornitura di falso formaggio.


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