Il 4 novembre Poste in sciopero
In Lombardia a rischio 500 posti

I sindacati di categoria Slp Cisl, Slc Cgil, Failp Cisal Confsal.Com, Ugl Com, hanno proclamato lo sciopero generale nazionale dei lavoratori di in Poste Italiane Spa per l’intera giornata di venerdì 4 novembre, con iniziative in ogni regione.

Per la Lombardia la manifestazione regionale si terrà a Milano e parteciperanno lavoratori di tutte le province, dalle 10 alle 12 in piazza Affari.

I sindacati contestano l’assenza di un dibattito pubblico sull’ormai prossima totale privatizzazione di Poste ed esprimono forte preoccupazione sui rischi di una tale operazione, anche per le ricadute occupazionali. Sono a rischio almeno 20.000 posti di lavoro sia nel settore postale che nel finanziario.

«Negli ultimi due anni solo nella nostra regione in Poste si sono persi circa 1.000 posti di lavoro per effetto dei pensionamenti ed esodi incentivati – dichiara Maurizio Cappello, segretario generale Cisl Poste Lombardia - e altri 500 circa si perderanno per effetto del recapito a giorni alterni della corrispondenza».

«Senza immissione di nuovo personale – prosegue il sindacalista - è evidente a tutti che la qualità dei servizi è peggiorata sia negli uffici postali che nel recapito della corrispondenza. Pressioni, minacce e immotivate sanzioni disciplinari che hanno aggravato le condizioni di lavoro dei dipendenti che, per dedizione e senso di responsabilità pur in condizioni difficili e nell’insensibilità aziendale, ogni giorno si sforzano per fornire servizi ai cittadini ed alle imprese del territorio».

«In Lombardia siamo in vertenza da mesi, rifiuto delle prestazioni straordinarie e sciopero generale del 23 maggio scorso – conclude Cappello -. Ora ci uniamo alle altre regioni d’Italia che hanno iniziato un percorso vertenziale che ha portato allo sciopero generale nazionale del 4 novembre per far recedere azienda e governo da scellerate decisioni che penalizzerebbero l’occupazione, i cittadini e le imprese su tutto il territorio lombardo e nazionale».

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