Il 730? Potremo dirgli addio «Entro 5 anni lo cancelleremo»

Il 730? Potremo dirgli addio
«Entro 5 anni lo cancelleremo»

Il direttore delle Entrate lo ha annunciato e per molti sarà un sollievo: l’abolizione entro cinque anni della dichiarazione dei redditi. Come in altri Paesi, il fisco presenterà direttamente il conto e i contribuenti dovranno controllare.

Un chiarimento in tempi brevissimi per spiegare le modalità di corretta applicazione della Tari e mettere così fine alla confusione generatasi sul calcolo della tassa dei rifiuti e che ha portato in alcuni comuni italiani a un’applicazione errata. Il governo interviene dopo l’errore commesso dalle amministrazioni comunali con il conteggio sbagliato della quota variabile del tributo sui rifiuti governo e promette un intervento urgente.

Un caso, quello della Tari, che va a incrementare il sempre fitto cahier de doléances sul fisco italiano ma che è esploso proprio poche ore prima dell’annuncio da parte del direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, di una maxi semplificazione: l’abolizione entro cinque anni della dichiarazione dei redditi. Come in altri Paesi, il fisco presenterà direttamente il conto e i contribuenti dovranno controllare. Cittadini da controllati a controllori, dice Ruffini, che riconosce come in Italia il numero dei tributi sia decisamente superiore alla media europea e spiega che «no, il fisco non può essere amico (non lo scegliamo) ma un parente sì» e che «le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in questa società».

Intanto, sul fronte Tari non è ancora chiaro quante siano le amministrazioni incorse nell’errore; il Codacons indica con sicurezza almeno sette città – Milano, Genova, Ancona, Siracusa, Catanzaro, Rimini e Napoli – sottolineando però che il numero potrebbe essere molto più vasto; ma Genova, ad esempio, si smarca affermando che «la Tari prevista dal Comune è legittima e su tali utenze non viene applicata due volte la parte variabile della tariffa legata all’utenza domestica». Al ministero delle Finanze si chiarisce che comunque sono già previste le modalità per chiedere i rimborsi qualora un Comune non applichi la tassa in maniera corretta ma i consumatori vanno all’attacco anche sul fronte degli indennizzi per le spese eventualmente sostenute, mentre la Lega Nord ha proposto un intervento con un emendamento alla manovra per chiarire le modalità di applicazione del tributo.


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