La sfida di un’australiana: «Vino di qualità a Torre de’ Roveri»

La sfida di un’australiana:
«Vino di qualità a Torre de’ Roveri»

Nuove barbatelle, nuovi vigneti crescono a Torre de’ Roveri. C’è un ritorno dei giovani alla terra, all’agricoltura, all’enologia. Lo conferma la storia che raccontiamo.

Una nuova società agricola si è costituita da pochi mesi in terra bergamasca. Si chiama «La Serradesca», si trova in territorio di Torre de’ Roveri, località Casotto, vicinissima al confine con Scanzorosciate. Prende il nome dalla antica strada che collega Scanzo a Torre de’ Roveri: la Serradesca appunto.

La società è formata da due giovani coppie affiatate, tra i trenta e quarant’anni: Paolo e Delia Innocenti, fratello e sorella originari di Seriate, fanno coppia rispettivamente con Lauren Redman e Simone Bratelli. Proprio qui sta la novità: una coppia italo-australiana (Lauren è infatti di Canberra) che ha deciso di venire a fare vino in Bergamasca in un momento non proprio favorevole per l’economia. Ma con l’Expo alle porte e il made in Italy enogastronomico che non conosce cedimenti sul fronte del gradimento globale, la sfida non appare poi così impossibile.

Le coppie vivono in una cascina (La Cà) accanto alla quale stanno crescendo i filari piantati a maggio. «Solo mezzo ettaro per ora - afferma Lauren, che figura come imprenditrice agricola in prima persona - ma abbiamo scelto vitigni tipici locali: l’Incrocio Terzi n. 1, che è diventato Doc Colleoni, un vitigno raro, così come il Moscato di Scanzo e il Moscato Giallo. Piuttosto che vitigni internazionali che hanno tutti, noi, disponendo per ora di poco vigneto, con questi tre vitigni vogliamo qualificarci per una produzione tipica locale di qualità: è una bella sfida».

Naturalmente per la prima vendemmia e la prima vinificazione bisognerà aspettare almeno l’autunno 2016, ma intanto nella prossima primavera partirà l’impianto di un altro mezzo ettaro coltivato a piccoli frutti (lamponi, more, mirtilli, uva giapponese) e frutteto. In autunno-inverno poi sarà la volta della piantumazione di un castagneto nella zona più a sud della proprietà, che in totale arriva a quattro ettari (di cui uno di bosco), acquistati nel 2013.


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