Lavoro, resta forte la crisi degli impieghi Tra i 15 e i 24 anni disoccupati in aumento

Lavoro, resta forte la crisi degli impieghi
Tra i 15 e i 24 anni disoccupati in aumento

Questi dati, ma anche le dinamiche del cambiamento sociale sul territorio, saranno presentate al convegno di «Bergamo Europa» stasera alle 20,45, in sala Galmozzi (in via Tasso 4) in città.

Il lavoro resta un tema caldo in Bergamo, una situazione in chiaroscuro: perchè la crisi si è fatta sentire, ma la Bergamasca non perde la voglia di rimboccarsi le maniche.

Stando ai dati, il tasso di occupazione nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 64 anni è calato pressoché costantemente negli ultimi dieci anni: nel 2004 era al 64%, mentre nel 2014 al 61,1% (un anno prima, nel 2013, al 62). Per quanto riguarda, invece, il tasso di disoccupazione relativo alla nostra provincia, quest’ultimo è passato dal 3,5 del 2004 al 7,4 del 2014: un dato inferiore sia all’attuale media lombarda (8,2), che a quella nazionale (12,7).

In dettaglio, gli occupati nella nostra provincia sono passati dai 461 mila del 2004 ai 448mila del 2014, mentre nello stesso lasso temporale le persone in cerca di occupazione sono più che raddoppiate: da 17 mila sono diventate ben 35 mila. Come nota metodologica è bene ricordare che il tasso di occupazione è calcolato sull’intera popolazione, mentre il tasso di disoccupazione è in percentuale solo sulla forza-lavoro (vengono quindi esclusi gli inattivi della popolazione).

Tornando ai dati, tra il 2012 e il 2013 sono aumentati sia gli occupati che i disoccupati: questo significa che molte persone che non erano presenti nel mercato del lavoro hanno incominciato a cercarlo. In molte famiglie colpite dalla crisi, infatti, più di un componente ha dovuto mettersi alla ricerca di nuove entrate per affrontare la contrazione del reddito principale (perdita del lavoro, riduzione degli orari, ecc). Nel decennio preso in esame, infatti, il numero complessivo degli occupati nella nostra provincia è cresciuto dell’1,19% (passando da 442.264 a 447.531), grazie all’aumento del numero di donne (+5,68%), mentre gli uomini scendono dell’1,73%. La crisi economica sembra dunque aver colpito quasi esclusivamente l’occupazione maschile: dal 2008 al 2014 ha visto un calo del 7,9%.

Per quanto riguarda i settori, ad aver sofferto maggiormente è quello dell’industria, soprattutto a Bergamo, che ha visto calare del 14,5% (-8,4% in Lombardia) i propri occupati. Ancor più pesante la situazione nel settore delle costruzioni, in cui sono calati del 31% (-22,5 in Lombardia). Dall’avvento della crisi, nel 2008, il fenomeno relativo alla disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni è inoltre in aumento in tutta Italia: nella nostra provincia era già avvenuto un forte aumento nel 2006, ma è dopo il 2011 che il dato ha iniziato ad allinearsi in maniera preoccupante a quello regionale, arrivando a sfiorare il 30% (29,4% per l’esattezza). Per quanto riguarda, infine, le possibili contromisure da mettere in campo, vengono segnalati due ambiti di intervento relativi alla condizione delle donne lavoratrici: per coloro che sono «neo-attive lavorativamente» vengono identificate «offerte strutturate per le donne che a seguito della crisi hanno deciso di misurarsi con il mondo del lavoro» oltre a «nuovi sistemi di cooperazione e mutuo soccorso»; per le donne lavoratrici con figli, invece, si potrebbero immaginare «nuovi servizi di supporto alle famiglie in cui viene alleviato l’onere della cura alla donna».


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