Giovedì 25 Maggio 2006

Licenziamenti nel gruppo DB coinvolta la Lovable di Grassobbio

Preoccupazione anche alla Lovable di Grassobbio per i licenziamenti (980 in tutta Europa, 140 dei quali in Italia) annunciati all’interno della Dim Brands Apparel, ramo tessile dell’americana Sun Capital e proprietaria dal febbraio 2005 di tutte le attività tessili europee del gruppo Sara Lee Branded Apparel (in totale, 6.500 dipendenti). La Lovable di Grassobbio che impiega 520 dipendenti, è infatti fra le aziende che fanno parte del gruppo. In Italia, l’altra azienda coinvolta è la Playtex che ha sede a Pomezia (280 dipendenti). Oltre a quelle italiane, sono direttamente interessate aziende in Germania, Spagna, Francia e Regno Unito.
La notizia è stata discussa a Parigi durante la riunione del Comitato Aziendale Europeo (sindacale, detto CAE o, in francese, COEE) con la direzione della DB Apparel il 12 maggio scorso. Il Comitato era nato all’inizio del 2005 come coordinamento sindacale europeo della Sala Lee quando si cominciava a parlare della vendita del settore tessile a Sun Capital. La creazione di un coordinamento sindacale sovranazionale è previsto dalla legge europea per aziende che operano in almeno due Paesi e con oltre 150 dipendenti in ciascuna nazione.
Del Comitato Aziendale Europeo in questione fa parte, per la Lovable, la delegata FILTEA-CGIL Maria Teresa Grasseni che è anche (unica italiana) nel Comitato Aziendale Ristretto. Nel Comitato allargato, invece, compaiono anche Francesco Marchelle, sempre per FILTEA-CGIL e rappresentante per il sito di Pomezia, e Antonello Laconi della FEMCA-CISL per Lovable.
Lunedì 29 maggio nella sede di Confindustria a Roma è previsto un incontro nazionale per verificare il piano di riorganizzazione delle aziende italiane del gruppo (quanti esuberi e dove, di quali figure professionali). Il 6 giugno prossimo, poi, è fissata a Bruxelles la riunione del Comitato Aziendale Europeo con un triplice obiettivo: 1) preparare insieme una contro-proposta europea ai piani della Direzione; 2) coordinare, a livello europeo, le eventuali azioni da condurre nei differenti paesi; 3) coordinare, sempre a livello europeo, la conclusione dei piani sociali eventuali (accordo di metodo) al fine di contrastare ogni tentativo di dumping sociale da parte della Direzione.

(25/05/2006)

a.campoleoni

© riproduzione riservata