Mense, senza contratto da 32 mesi Scatta lo sciopero per 1.500 lavoratori

Mense, senza contratto da 32 mesi
Scatta lo sciopero per 1.500 lavoratori

Incroceranno le braccia il prossimo 5 febbraio i 1.500 addetti bergamaschi della ristorazione collettiva impiegati nei servizi di preparazione e consegna di pasti su larga scala, mense aziendali, scuole e ospedali in attesa da oltre 32 mesi del rinnovo della parte speciale del contratto del turismo.

La protesta, attivata a livello nazionale, convoglia il primo pacchetto di 8 ore di sciopero inizialmente previsto a livello territoriale dai sindacati nazionali di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs in seguito alla rottura al tavolo negoziale aperto con Angem ed Aci ed allo stallo delle trattative con le altre associazioni imprenditoriali Fipe Confcommercio, Federturismo Confindustria e Confesercenti, anch’esse firmatarie il contratto nazionale del turismo parte speciale ristorazione collettiva.

Sui nodi sui temi del cambio di gestione, permessi per riduzione orario di lavoro ed ex festività, flessibilità oraria e malattia, Angem ed Aci «hanno avanzato proposte inaccettabili dichiarando peraltro l’indisponibilità ad erogare gli aumenti economici in linea con il contratto nazionale».

Per la Fisascat è urgente individuare un punto di mediazione per consentire la positiva conclusione dei negoziati e per valorizzare le professioni e i mestieri del turismo. «Il completamento dei rinnovi contrattuali nel turismo – dichiara Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl Bergamo - avrà un ruolo determinante per accogliere con professionalità chi visiterà il nostro Paese. La proclamazione dello sciopero nazionale avviene proprio nel giorno del varo della proposta unitaria Cgil Cisl Uil sul nuovo modello contrattuale che auspichiamo si traduca a breve in una nuova intesa tra le Parti Sociali. È necessario tornare al più presto ai tavoli di confronto con l’obiettivo di dare un nuovo impulso alla contrattazione nel comparto turistico attraverso il completamento dei rinnovi dei contratti nazionali nell’interesse delle centinaia di migliaia delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti e per valorizzare i mestieri del turismo chiamati ad accogliere al meglio i milioni di turisti attesi con l’avvio dell’Anno Santo e che hanno già dato prova di grande professionalità in occasione di Expo2015».


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