Mercatone Uno verso la chiusura Assemblea e sciopero, posti a rischio

Mercatone Uno verso la chiusura
Assemblea e sciopero, posti a rischio

Parte la svendita al Mercatone Uno e con essa si profila la chiusura del negozio di Verdello, come anche di altri tre punti vendita in Lombardia

Le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl di Bergamo si mobilitano, decidendo di anticipare l’assemblea dei lavoratori fissata per lunedì 23 marzo, a sabato mattina, 21 marzo, dalle 9.30 alle 11.30.

Dopo l’assemblea inizierà uno sciopero di 6 ore con un presidio davanti all’entrata dell’azienda (in viale Lombardia 7).

Alla comunicazione sulla svendita speciale in 34 negozi di Mercatone Business ha fatto seguito la notizia, diffusa dall’azienda, che alcuni punti vendita saranno chiusi presumibilmente entro il 27 aprile, mente altri addirittura già a fine marzo. Si tratta dei negozi di Pessano con Bornago (MI), Tavernerio (CO), Castegnato (BS) e, appunto, anche quello di Verdello.

«Durante l’assemblea si deciderà se proseguire lo sciopero anche domenica 22 marzo e se mettere in campo ulteriori iniziative» hanno riferito Mauro Rossi della Filcams-Cgil, e Terry Vavassori di Fisascat-Cisl di Bergamo. «Già a seguito dell’ultima assemblea sindacale del 2 marzo, preoccupati per la situazione sempre più critica dell’azienda e vista la mancanza di chiarezza da parte dei vertici aziendali, avevamo predisposto un comunicato sindacale inviato al direttore e alla sede dell’azienda in cui, tra gli altri punti, avevamo chiesto un’assicurazione da parte della Mercatone Uno che nelle trattative in corso per la vendita della società ci fosse continuità commerciale e occupazionale per il sito di Verdello. Anche nel successivo incontro con il direttore di Verdello, il 4 marzo, abbiamo ribadito la nostra posizione. In questi giorni, invece, abbiamo saputo dai lavoratori che viene avviata una svendita, scelta che prelude alla chiusura del sito. Pensiamo che il punto vendita di Verdello abbia ancora possibilità di rilancio. La Provincia di Bergamo non può permettersi un’altra chiusura con altri posti di lavoro persi».


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