Metalmeccanici lombardi, crolla la Cassa Non a Bergamo. Ripresa? «Un azzardo»

Metalmeccanici lombardi, crolla la Cassa
Non a Bergamo. Ripresa? «Un azzardo»

Crolla la cassa integrazione per i metalmeccanici lombardi, ma non a Bergamo dove a giugno 2015 rispetto a giugno 2014 si registra un lieve aumento.

Per Mirco Rota, della Fiom lombarda è un «azzardo parlare di ripresa, con una base produttiva ridotta e meno ammortizzatori per i lavoratori».

Come sta avvenendo da qualche mese a questa parte, i dati relativi alla cassa integrazione diffusi dall’Istat delineano una sensibile riduzione del ricorso di questo ammortizzatore sociale in Lombardia sia a livello generale che in ambito metalmeccanico.

Per quanto riguarda le pure cifre - spiega la Fiom - sul fronte giugno 2014-giugno 2015 a livello generale le ore di cassa previste nel giugno 2015 sono state 11515651, contro le 19651074 (addirittura il 41% in meno). Passando in rassegna le ore di cassa delle tute blu, si ravvisa una contrazione altrettanto netta pari al 34% (2554271 ore in meno a distanza

di 365 giorni). Cassa integrazione in picchiata ovunque tranne che a Lecco e Bergamo (dove si mantiene sostanzialmente invariata).

Per quanto attiene alla tiopologia di intervento si registra un dimezzamento della cassa integrazione ordinaria (-51%), una considerevole diminuzione di quella in deroga (-46%) e un lieve calo della straordinaria (-3,77%).

Nel confronto del trend annuo 204-2015 il ricorso alla cassa integrazione diminuisce in maniera meno significativa, sia per quanto riguarda gli operai (-19%) che per gli impiegati (-24%). Crolla la cassa integrazione ordinaria (-75%), si abbassa leggermente quella straordinaria (-3%), si riduce della metà quella in deroga (-49%).

«Ancora una volta, come di fronte alle recenti stime sui licenziamenti del resto, siamo davanti a dei dati che confermano la caduta della cassa integrazione nel complesso. Come più volte ribadito, se a queste diminuzioni non corrispondono una robusta crescita e una ripresa dell’occupazione, non si può parlare concretamente di uscita dal tunnel della crisi».

«Registriamo una riduzione delle ore di cassa integrazione in modo abbastanza generalizzato, ma questi dati non devono indurci a facili considerazioni. Questo dato - aggiunge il sindacalista delle tute blu - va accompagnato al fatto che non aumentano gli occupati e non diminuisce nemmeno la disoccupazione, soprattutto quella giovanile e di altre fasce di età».

«Sarebbe un azzardo – evidenzia ancora Rota - affermare che siamo in una fase di ripresa solamente valutando la riduzione delle ore di cassa integrazione. La crisi ha ridotto e non di poco la base produttiva e ristretto di non poco la possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali a partire dalla cassa in deroga».


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