«Dipendenti da altre filiali per l’apertura» Oriocenter al lavoro il 26 dicembre

«Dipendenti da altre filiali per l’apertura»
Oriocenter al lavoro il 26 dicembre

Lo sciopero proclamato dai sindacati non ha bloccato l’apertura di Oriocenter, attivo dalle 9 del mattino. Le 280 attività sono aperte fino alle 22, ma i sindacati segnalano di negozi che hanno fatto ricorso a lavoratori di filiali esterne per garantire l’attività.

Lo sciopero proclamato nelle giornate del 25 e del 26 non si è per ora verificato con le attività aperte regolarmente. Non si segnalano chiusure per sciopero per il momento. Nella giornata del 25 affluenza alta alla ristorazione del centro commerciale e cinema preso d’assalto per vedere i film di Natale. Per la giornata del 26 apertura dalle 9 alle 22 della galleria commerciale.

«Dispiace constatare che (come preventivato) nella cattolica Bergamo si seguano più agevolmente i richiami del consumismo a ogni costo, piuttosto che gli inviti di Papa e Vescovo al rispetto dei tempi del lavoro e del riposo. A Oriocenter non sono certo mancati i clienti nel giorno di Santo Stefano» ha dichiarato nella giornata del 26 dicembre Alberto Citerio, segretario di Fisascat Cisl Bergamo. «Ci piace però sottolineare che dove possibile, i lavoratori hanno optato per le feste e in misura considerevole anche per lo sciopero: ci sono catene, all’interno di Oriocenter che registrano punte fino al 100% di adesione, e negozi che hanno dovuto far ricorso a direttori anche di filiali esterne al centro per poter garantire l’apertura. Ci risulta anche che qualcuno abbia fatto ricorso a interinali, cosa proibita dalla legge per il diritto allo sciopero, e su questo valuteremo eventuali azioni di tutela. Ci dispiace infine, lo abbiamo ripetuto più volte, per i molti lavoratori con contratto a scadenza che hanno subito il ricatto del lavoro in questi giorni. Valuteremo nei prossimi giorni, insieme a Filcams Cgil e Uiltuc Uil , quali iniziative adottare per continuare a appoggiare la protesta dei lavoratori».

Dopo il presidio dei lavoratori e dei sindacati contro le aperture di Natale e Santo Stefano a Oriocenter, che si è svolto con 200 lavoratori lo scorso 23 dicembre, Giancarlo Bassi, presidente del Consorzio operatori del centro commerciale, ha chiarito alcuni punti sulle scelte per le festività, rispondendo anche alla lettera del segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, pubblicata nei giorni scorsi dal nostro giornale. «Oriocenter – precisa – a Natale sarà chiuso. Lo sarà anche a Capodanno e a Pasqua. Proprio per venire incontro ai lavoratori era già stato deciso che la vigilia del 25 dicembre, Oriocenter (che con la recente Extension ha generato ulteriori 800 posti di lavoro) avrebbe chiuso due ore prima. Il giorno di San Silvestro, invece, tre ore prima. A Natale e Capodanno, dalle 17 alle 23, saranno attivi solo alcuni dipendenti dei 15 operatori della ristorazione collegata al cinema, che, in virtù dell’ampliamento di Oriocenter, vive già di una sua autonomia e avrebbe chiesto ben altri orari, limitando dunque il servizio a un solo turno nella ridotta fascia serale». Quindi il presidente del Consorzio puntualizza sia i rapporti con i lavoratori sia con la clientela: «Il nostro Consorzio è guidato da senso di responsabilità e cerca sempre di favorire un dialogo costruttivo con gli operatori e i diversi rappresentanti del territorio. Ecco perché non possiamo compromettere l’attività che offriamo con servizi e svago proprio in un periodo come quello delle festività. Ormai andare al cinema a Natale o fare shopping durante le festività è parte integrante della tradizione e se fossimo chiusi il 26 dicembre faremmo un danno non solo a molti bergamaschi, in cerca anche solo di un ipermercato, ma anche ai tanti turisti che atterrano a Orio al Serio. Non a caso in altre regioni, oltre alla Lombardia, la maggioranza dei centri e outlet saranno aperti».

Bassi sottolinea anche il dato economico: «In un Paese da anni in piena emergenza occupazionale, e con evidenti cali di vendite e di flusso di clienti stranieri, solo alcune imprese italiane riescono - nonostante tutto - a generare lavoro e quindi ricchezza e benessere per il proprio territorio. Oriocenter rientra da 19 anni in questo ristretto gruppo che in molti definiscono “l’Italia che funziona” perché oggi - come mall più grande d’Italia, con oltre 100 mila metri quadrati, 280 attività commerciali, 14 sale cinematografiche (una Imax, con lo schermo più grande d’Europa) e più di 3 mila persone che ci lavorano oltre l’indotto - non può essere considerato solo un centro commerciale; ma una sorta di “smart city” che promuove con orgoglio il proprio territorio e che - come tutte le città - può ridurre le attività durante le feste, ma non spegnere del tutto i motori, così come fanno gli aeroporti, i ristoranti o i servizi di pubblica utilità. Parliamo di un centro multifunzionale che ha accolto lo scorso anno oltre 11 milioni di persone, un dato in costante crescita. Un punto di riferimento, sosta e passaggio soprattutto per centinaia di migliaia di turisti in arrivo o in partenza, specialmente in questo periodo, da Orio, oggi terzo aeroporto internazionale d’Italia. Crediamo quindi di aver tenuto conto sia delle esigenze degli operatori che dei loro lavoratori».

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