«Pensione anticipata: criteri da rivedere» Sindacati e Confindustria scrivono all’Inps

«Pensione anticipata: criteri da rivedere»
Sindacati e Confindustria scrivono all’Inps

I criteri per la pensione anticipata vanno rivisti. Occorre riattivare le dinamiche di avvicendamento generazionale - oggi troppo lente - e sostenere il reddito dei lavoratori anziani disoccupati. È il senso della lettera che sindacati e Confindustria hanno inviato al presidente dell’Inps, Tito Boeri.

La lettera è stata inviata mercoledì mattina anche ai parlamentari bergamaschi. Cgil, Cisl e Uil di Bergamo congiuntamente con Confindustria nella lettera chiedono di gestire in maniera più attenta i processi di turn over e di passaggio generazionale, ipotizzando una revisione dei criteri di maturazione del diritto al trattamento di pensione anticipata.

Il presidente dell'Inps Tito Boeri ANSA

Il presidente dell'Inps Tito Boeri ANSA

Il testo della lettera
«In riferimento al territorio della provincia di Bergamo, coinvolto nel periodo di difficile crisi congiunturale che ha impattato su imprese ed occupazione a partire dal 2008, riteniamo opportuno sollecitare congiuntamente l’attenzione del Vostro ufficio sulla diffusa esigenza, avvertita dalle imprese e dai lavoratori, di gestire i processi di turn over e di passaggio generazionale, attualmente molto rallentati, con modalità il più possibile funzionali alla auspicata ripresa produttiva, al soddisfacimento delle esigenze del sistema economico locale, alla crescita dell’occupazione.

La proroga degli accessi al pensionamento derivante dal riassetto operato dalla Legge n.214/2011, nonché la revisione del regime degli ammortizzatori sociali, hanno di fatto fortemente inficiato le dinamiche di avvicendamento generazionale nei posti di lavoro. Il protrarsi della situazione di crisi ha comportato inoltre una particolare e grave criticità sociale nella fascia di lavoratori ultra55enni disoccupati che hanno scarse possibilità di ricollocazione lavorativa. Occorrono evidentemente misure compensative strutturali, che favoriscano la riattivazione di questi processi, utili per agevolare i recuperi di produttività, l’occupazione giovanile, il controllo del costo medio del lavoro, un sostegno al reddito per i lavoratori anziani disoccupati.

Una soluzione in tal senso potrebbe riscontrarsi nella r evisione dei criteri di maturazione del diritto al trattamento di pensione anticipata: la maggiore flessibilità dei tempi di accesso alla pensione e dell’importo medio erogato correlata ad una concomitante gestione di ingressi al lavoro di personale giovane in misura sufficiente a determinare, nell’unità produttiva interessata, un saldo occupazionale non negativo, può rappresentare una linea di intervento legislativo o regolamentare particolarmente opportuna. In riferimento ai segnali già emersi da alcune dichiarazioni della Vostra spett.le Presidenza ed in relazione alle iniziative svolte dalle istituzioni ed amministrazioni preposte ai sistemi di quiescenza ed al governo del mercato del lavoro (come la recente iniziativa sul “ponte generazionale” realizzata da Regione Lombardia) segnaliamo una crescente sensibilità, delle imprese e dei lavoratori attivi in provincia di Bergamo, per eventuali ulteriori soluzioni in tal senso.

L’attuale contesto, delicato e difficile anche in provincia di Bergamo, rende necessari approcci innovativi e flessibili alla gestione dei sistemi di sostegno al reddito del personale collocabile in pensione, che le imprese e le rappresentanze dei lavoratori operanti nel nostro territorio ritengono congiuntamente che possa rappresentare opportunamente un elemento di particolare attenzione del programma di interventi che la Presidenza dell’Istituto vorrà attivare nei prossimi mesi.

In aggiunta ed in riferimento anche ai contatti già intercorsi con Confindustria Bergamo, segnaliamo l’esigenza che le sedi territoriali del Vostro Istituto possano, almeno nei territori a maggiore concentrazione industriale, tra i quali il nostro, acquisire un grado di autonomia autorizzativa ed operativa che possa determinare maggiori dinamismi, per dare un riscontro efficace alle esigenze delle imprese e dei lavoratori anche attraverso tempistiche procedurali adeguate alle necessità del sistema. Il contesto impone infatti, nell’interesse collettivo, il raggiungimento di adeguate sinergie nei tempi e nei modi di esecuzione dei molteplici adempimenti che la normativa vigente pone a carico dell’Istituto”.


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