Pigna, giovedì assemblea e presidio I sindacati: insoddisfazione e contrarietà

Pigna, giovedì assemblea e presidio
I sindacati: insoddisfazione e contrarietà

«Insoddisfazione e contrarietà rispetto alla gestione della cassa integrazione e della situazione di difficoltà finanziaria»: con forza le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil di Bergamo congiuntamente alle rappresentanze sindacali unitarie della Pigna di Alzano manifesteranno la loro preoccupazione in un’assemblea coi lavoratori programmata per giovedì 27 novembre (ore 14) con un presidio nel piazzale davanti alla palazzina dei uffici.

«Arriviamo a questo presidio dopo numerosi incontri inconcludenti con la direzione sui temi legati alla gestione della cassa integrazione guadagni e alla situazione di difficoltà finanziaria di Pigna e Rilecart, che da lungo tempo condizionano negativamente la conduzione della società, con la conseguenza di compromettere il futuro di circa 250 lavoratori di Alzano, 427 in tutto il Gruppo» hanno riferito lunedì 24 novembre i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria Marcello Bertazzoni di Slc-Cgil, Luca Legramanti di Fistel-Cisl e Bruno Locatelli di Uilcom-Uil di Bergamo.

«Da mesi la condizione del bilancio economico della società richiede una robusta ricapitalizzazione che le permetta di avere un rapporto meno conflittuale con gli istituti di credito e affidamenti per gestire al meglio l’approvvigionamento e il reperimento delle materie prime, necessari al miglior funzionamento dell’attività produttiva».

Nel contempo sarebbe «imperdonabile e inaccettabile» continuano i sindacalisti, «che una realtà come la Cartiera Paolo Pigna, conosciuta in tutto il mondo e leader nel settore cartotecnico, una delle poche aziende significative del territorio della bassa val Seriana, non sia sostenuta dal sistema creditizio. Ovviamente, non chiediamo alle banche di fare beneficenza, ma di supportare quelle realtà produttive come la Pigna che continuano a mantenere quote di mercato significative».

«Purtroppo, l’aspetto più grave di questa situazione di indeterminatezza ricade sulle lavoratrici e lavoratori che oramai da alcuni anni vivono il loro futuro occupazionale sempre incerto e precario con un continuo ricorso agli ammortizzatori sociali che si è tradotto in una forte perdita salariale. Ad aggravare questa condizione è stata la scelta sbagliata della società, che in occasione dell’ultima richiesta di cassa integrazione ordinaria, non ha voluto anticipare il trattamento salariale erogato dall’Inps. Siccome si è nel periodo stagionale di discesa dei volumi produttivi, il ricorso alla cassa ordinaria è stata consistente: tutto ciò ha procurato per molti dipendenti una busta paga di poche centinaia di euro con evidenti difficoltà per le famiglie».

In questi anni di crisi dell’economia e dei consumi, le segreterie di Slc, Fistel e Uilcom di Bergamo con le lavoratrici e i lavoratori della Pigna hanno tenuto comportamenti «responsabili, riconoscendo le oggettive difficoltà di mercato in cui si trovata ad operare la Pigna. Questo nostro atteggiamento non può essere preso dalla proprietà come segno di remissività e arrendevolezza nell’accettare l’incertezza sul futuro della società» concludono i tre sindacalisti.

«Chiediamo anche un ruolo attivo alle istituzioni, al Comune di Alzano, alla Provincia di Bergamo e in particolare alla Regione Lombardia che nell’estate del 2013 (al momento della firma del contratto di recupero della cartiera Paolo Pigna) auspicava che “quest’area diventasse un centro di eccellenza ed un esempio per tutte le realtà produttive che vivono una crisi, come modello su come recuperare il tessuto industriale, recuperarlo e rilanciarlo, guardando però al futuro”. A distanza di un anno e mezzo da quegli auspici, anche l’unica realtà produttiva operante attualmente nell’area corre il rischio di entrare in una pericolosa spirale finanziaria dalla quale potrebbe essere difficile uscire. Le istituzioni siano consapevoli della gravità della situazione: niente indugi, ma si intervenga. Ovviamente, il primo soggetto che deve operare scelte tangibili e concrete per uscire da questo contesto negativo è la proprietà di Pigna».


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