Sacchetti alimentari, le risposte ai dubbi Ecco la guida del Ministero dell’Ambiente

Sacchetti alimentari, le risposte ai dubbi
Ecco la guida del Ministero dell’Ambiente

Il vademecum ha lo scopo di dirimere i dubbi sulle varie questioni che sono state sollevate dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni ed offrire elementi di chiarezza nell’interpretazione della normativa.

Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato il vademecum sull’applicazione della legge sugli shoppers e sui sacchi per imballo alimentari. Nel vademecum sono confermate la non obbligatorietà di un unico prezzo di vendita, l’esclusione dalla normativa di alcune tipologie di sacchetti come ad esempio quelli di plastica forata a protezione del pane o quelli con spessore superiore ai 15 micron destinati a contenere latticini e loro liquidi.

Interessanti alcuni estratti che riportiamo (sul sito di Ascom tutto il vademecum con il regolamento ministeriale)

«I sacchetti spesso utilizzati prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina , non conformi all’attuale normativa non possono essere utilizzati fino ad esaurimento scorte; il loro utilizzo, quindi, è sanzionato secondo quanto previsto dalla nuova normativa. Il periodo transitorio che inter corre tra emanazione della legge l’entrata in vigore è già trascorso con il primo gennaio 2018».

«Non c’è un prezzo obbligatorio di vendita, disciplinato dalla Legge 3 agosto 2017, n. 123 di conversione del Decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91; esso, quindi,viene stabilito liberamente dal venditore(che ne trattiene gli importi non trattandosi di una tassa da versare all’erario); è per tale ragione che si incontrano sul mercato prezzi differenti per lo stesso tipo di borsa senza che ciò possa considerarsi illegittimo».

« Fatte salve le disposizioni del Codice del consumo adottato con il decreto legislativo 206 del 2005, si osserva che non si ravvisa alcun obbligo di legge in capo al consumatore finale di acquistare,oltre alle merce sfuse, anche la busta fornita dal reparto del punto vendita.Tuttavia, in alcuni casi,risulta indispensabile l’utilizzo di un imballaggio primario in quanto, ad esempio,è difficilmente ipotizzabile pesare ed apporre un etichetta con il prezzo per ogni unità di frutta o verdura venduta. Inoltre,alcune prescrizioni normative relative all’igiene e alla salute possono rendere obbligatorio l’utilizzo di determinati imballaggi».

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