Scaglione, sempre più cashmere
E va al Pitti «senza scorciatoie»

Il Maglificio Scaglione torna con più forza al cashmere e a filati ancora più pregiati, un ritorno alle origini per l’azienda di Bergamo e una risposta a una richiesta del mercato che si fa sempre più selettiva e punta alla qualità.

Al Pitti di Firenze, da oggi a venerdì 15 gennaio alla Fortezza Da Basso, saranno esposti capi di ricerca in cashmere e cashmere con seta, prediligendo anche il filato dello yak, noto per la sua morbidezza e lunghezza.

«Sempre filati naturali al cento per cento e una specializzazione che racconta il nostro percorso ma anche le nostre origini - spiega Giovanni Scaglione -. Il mercato spinge sul made in Italy ma ci sono diversi livelli e strade che si possono percorrere: noi abbiamo preso quella senza scorciatoie».

Il riferimento è ai filati che molto spesso vengono venduti «di seconda mano»: «Filature che riciclano il cashmere: lo disfano da capi non andati sul mercato e lo propongono per una seconda lavorazione - spiega Scaglione -. In questo modo il costo è più vantaggioso, ma la lana perde la sua caratteristica di elasticità. Abbiamo deciso di non accettare questa opzione». Che posiziona l’azienda su un livello alto ed esclusivo, con una clientela italiana, ma anche europea e giapponese.

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