Semestrale Ubi Banca, i dati
Massiah: «Migliori risultati dal 2009»

«Diciamo subito che sono i migliori risultati semestrali dal 2009. Questo non ci permette peraltro di essere soddisfatti e satolli di quanto avvenuto perché, se da un lato abbiamo dimostrato di essere capaci di contenere ulteriormente i costi, di avere un ragionevole controllo dei crediti e di avere una buona capacità commerciale per quanto riguarda la parte commissionale, non stiamo ancora andando sufficientemente bene per quanto riguarda il margine di interesse». Lo dice il consigliere delegato Victor Massiah in occasione dei risultati semestrali Ubi Banca.

«Facciamo fatica sia a sviluppare ulteriori impieghi che a mantenere i prezzi in un contesto concorrenziale particolarmente elevato. Quindi riassumendo: bene, dal 2009 ad oggi è la prima volta che si sfonda la barriere dei 130 milioni in un semestre, però contemporaneamente ricordiamoci che sono ancora risultati da crisi in un contesto in cui si sta ancora uscendo dalla crisi e manteniamo particolare focus sul nuovo sviluppo di impieghi e sui tassi che dobbiamo tenere con la clientela» continua Massiah.

Con questi i dati salienti del semestrale diffuso dalla banca: confermato il solido assetto patrimoniale del Gruppo, Common Equity Tier 1 ratio “phased in” al 30 giugno 2015 pari al 12,94% rispetto al 12,45% del 31.03.2015; Total capital ratio “phased in” pari al 15,62% (15,34% al 31.03.2015); ommon Equity Tier 1 ratio stimato a regime pari al 12,33%1 (12,2% al 31.03.2015); leverage ratio phased in al 6,14% e fully loaded al 5,88% NSFR e LCR >1.

Questi invece i risultati economici del 1 semestre 2015 rispetto al 1 semestre 2014: Utile netto consolidato a 124,4 milioni di euro (incluso il contributo annuale stimato al Resolution Fund2), +17,2% rispetto ai 106,2 milioni del 1 semestre 2014. Utile al netto delle poste non ricorrenti a 136 milioni di euro (+3,9% a/a), il miglior risultato semestrale dal 2008. Proventi operativi a 1.709 milioni di euro (-1,6%): ricavi “core” (margine d’interesse + commissioni) sostanzialmente stabili, grazie al buon andamento delle commissioni nette (+9,7% o +59,4 milioni a/a) che hanno compensato la contrazione del margine d’interesse (-6,8% o -61,4 milioni a/a, principalmente dovuto alla minor contribuzione del portafoglio titoli). Risultato della finanza a 111,1 milioni rispetto ai 136,6 milioni del 1sem 2014. Oneri operativi sostanzialmente stabili a/a a 1.045,5 milioni di euro, nonostante l’inclusione nel 2015 di 7,3 milioni di oneri di integrazione in relazione alla fusione di IW Bank e UBI Private Investment.

Al netto di tale voce gli oneri operativi registrano un ulteriore calo dello 0,6% a/a, costo del credito a 389 milioni rispetto ai 429,1 del 2014 (91 punti base annualizzati rispetto ai 99 nel 1sem2014).

© RIPRODUZIONE RISERVATA