Taleggio, niente effetto Expo La produzione 2016 frena

Taleggio, niente effetto Expo
La produzione 2016 frena

La Dop rallenta dopo anni di crescita: la sfida è rilanciare l’export. Il presidente Sangiovanni: sui social anche in inglese. Consorzio verso il rinnovo dei vertici

Un anno interlocutorio, il 2016 per il taleggio: dopo la crescita importante di qualche anno fa, per il formaggio simbolo della Bergamasca è cominciata una fase meno brillante, coincisa con un rallentamento della produzione, circa un -1% (per l’esattezza -0,9%, mentre l’anno scorso si era chiuso con un +0,2%) con volumi che si sono comunque mantenuti attorno agli 88.900 quintali (nel 2015 erano stati 89.700 quintali), ma con una certa difficoltà di penetrazione sui mercati esteri, nonostante la scia del dopo Expo, che alle altre principali Dop italiane è servito come trampolino di lancio per incrementare i propri numeri export.

Questo per il taleggio non è avvenuto nel 2016, e anche se i dati export ufficiali si conosceranno solo più avanti (per ora esiste solo un’elaborazione Clal su dati Istat che rileva una forbice tra il -5% e il -2,2% nei primi 9 mesi, ma lega i destini del Taleggio a quelli dell’Italico: impossibile avere il dato disaggregato) si tratta di numeri in controtendenza, se si pensa che nel 2016 sul fronte export, il Grana Padano ha chiuso con un +7,55%; il Parmigiano +5,3%; il Gorgonzola a +8,9% e l’Asiago a + 6,5%.

Di sicuro, anche il presidente del Consorzio di Tutela Lorenzo Sangiovanni (raggruppa 28 produttori e 20 stagionatori) concorda che «l’obiettivo futuro è proprio quello di tornare con prepotenza sui mercati esteri. I dati finora sono parziali e quelli legati al formaggio Italico non fanno testo, però è vero che bisogna insistere sul fronte export, perché sappiamo di avere un prodotto di grande qualità e che rappresenta al meglio quelle caratteristiche del made in Italy così ricercate in tutto il mondo sul fronte agroalimentare».

Una delle chiavi per crescere è legata al mondo dei social network: già da anni il Taleggio dialoga molto col mondo social (la pagina Facebook Taleggio Dop conta oltre 78 mila fan, tra cui tanti giovani: i clienti di domani) e ora intensificherà la sua presenza «con un sito anche in lingua inglese, francese e tedesco, per continuare a crescere sui mercati extradomestici. Dopo aver partecipato ad iniziative in Usa e Canada - aggiunge Sangiovanni - vorremmo consolidare in particolare i nostri principali mercati Ue, come Germania e Regno Unito, cercando anche di crescere ulteriormente in Australia e Giappone e sperando nella fine dell’embargo russo». Intanto prosegue la collaborazione con la scuola internazionale di cucina Alma con l’assegnazione di due borse di studio promosse dal Consorzio e l’ottima promozione legata ad Alti Formaggi (insieme a Salva Cremasco e Provolone Valpadana). Tra aprile e maggio è poi in programma l’assemblea del Consorzio col rinnovo cariche: peseranno i voti dei «grandi elettori» tra cui Galbani e Cademartori (entrambe del gruppo Lactalis), Arrigoni di Pagazzano, Latteria di Calvenzano e Mauri.


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