«Vigilanza senza radio portatili» Guardie giurate in stato di agitazione

«Vigilanza senza radio portatili»
Guardie giurate in stato di agitazione

Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil provinciali puntano il dito contro Sorveglianza Italiana, la società nata nel 2011 dalla fusione dei due istituti Corpo Vigilanza Città di Bergamo srl (CVB) e Istituto Sorveglianza Provinciale Bergamasco spa.

I lavoratori sostengono di avere un equipaggiamento inadeguato ad affrontare eventuali emergenze e mezzi di trasporto con poca manutenzione. Il 12 marzo durante un’assemblea dei lavoratori (118 in organico) è stato deciso l’avvio a partire dal 13 marzo di uno stato di agitazione che, nella pratica, blocca il lavoro straordinario e «non esclude l’ipotesi dello sciopero».

«Questi lavoratori stanno operando senza sicurezza, con il segnale di emergenza del cosiddetto “Datix”, il sistema di controllo ronda in tempo reale, che non è attivo, e senza più avere a disposizione le radio portatili», hanno spiegato questa sera Mauro Rossi della Filcams-Cgil e Sandro Dalle Fusine di Uiltucs-Uil di Bergamo. «Si provveda a fornire strumenti adeguati ai dipendenti, in particolare chiediamo l’attivazione del tasto di emergenza del Datix e il ripristino immediato delle radio portatili. Segnaliamo, inoltre, che i lavoratori lamentano la mancata sistemazione di anomalie e di guasti agli automezzi, che si trovano spesso in condizioni precarie. Chiediamo pertanto che venga operata una manutenzione straordinaria e urgente del parco automezzi e chiediamo di concordare una nuova procedura per le segnalazioni dei malfunzionamenti e dei guasti. Chiediamo, infine, un incontro per poter discutere di questi problemi».

Un ulteriore motivo di disaccordo, poi, è sorto dopo l’ultima elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (Rsu) il 13 febbraio: «Malgrado la nomina della Rsu a seguito dello svolgimento di regolari elezioni, Sorveglianza Italiana si ostina a non riconoscere il numero di componenti eletti. Abbiamo già chiesto, senza successo, un incontro in sede aziendale nonché ampiamente comunicato all’azienda le fonti contrattuali da cui si evince che il numero di componenti della Rsu nell’azienda in questione (che conta 118 dipendenti) può arrivare fino a 6. L’azienda continua, invece, a sostenere che non debbano esserci più di 3 delegati. Abbiamo chiesto ed ottenuto, al riguardo, un incontro in Direzione Territoriale del Lavoro: la convocazione è per il 19 marzo».


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