Arte in via Quarenghi l’ultima scommessa

Arte in via Quarenghi
l’ultima scommessa

L’arte e la creatività contro il degrado. È questa la scommessa della giunta Gori per rilanciare via Quarenghi, la parte bassa della strada storicamente una spina nel fianco per tutte le amministrazioni che si sono succedute a Palazzo Frizzoni. Negli anni non sono mancati i tentativi di riqualificazione e gli interventi mirati alla sicurezza, di cui il civico 33 – l’edificio recuperato da Bergamo Infrastrutture, società partecipata del Comune – rappresenta l’esperimento principale, ma ancora poco riuscito. Il presidio dei vigili è utile ma non può bastare da solo a cambiare volto a una via complessa, dove case e attività commerciali sono quasi esclusivamente in mano a stranieri.

Gli alloggi al civico 33, che dovevano contribuire al cambiamento, sono rimasti finora del tutto vuoti per problemi di infiltrazioni, rimandando così l’arrivo di quei nuovi abitanti – coppie, studenti e professionisti – che avrebbero dovuto dare nuovo stimolo sociale alla zona. Ora l’amministrazione Gori tenta la svolta, puntando sull’arte per il rilancio della strada, in maniera forte e decisa, più di come era stato previsto in passato. Al 33 di via Quarenghi (che già ospita l’assessorato ai Lavori pubblici) arriverà un distaccamento dell’Accademia di Belle arti della Carrara. Ci sarà il coinvolgimento degli studenti nello studio delle dinamiche della via più multietnica di Bergamo e si allargherà il progetto al quartiere, ai cittadini e alla scuola, per favorire fin da giovani l’integrazione tra culture diverse.

Per migliorare la qualità della via si è scelto di intervenire sulla vivibilità della strada e sui suoi spazi. Pubblici e non solo. È questo l’altro elemento di novità della proposta del Comune: si andranno a occupare anche spazi commerciali – privati – oggi in disuso. «La riconquista fisica dei luoghi è una delle condizioni per scardinare la ghettizzazione che da troppi anni affligge questo tratto di strada» ha detto il sindaco Giorgio Gori. Vivibilità, decoro e ordine pubblico passano inevitabilmente anche (ma non solo) da un miglior arredo urbano, dalla sistemazione delle case fatiscenti, dall’occupazione degli spazi vuoti. Bergamo ha deciso di investire nell’arte come ricetta contro il degrado e l’insicurezza. Come la londinese Brick Lane o la parigina Belleville che sono state rilanciate grazie all’arte.

Brick Lane era una strada ghetto che si è via via popolata di negozi, locali ed è diventata un vivido centro artistico. Belleville è l’ex zona malfamata della capitale francese, diventata colorata e vitale, il quartiere alternativo, dei giovani e degli artisti. In Italia si guarda al progetto di rigenerazione urbana del quartiere Mirafiori a Torino, modello per tante altre città, Bergamo compresa. Un progetto che coniuga riqualificazione delle aree dismesse, politiche culturali e «sicurezza partecipata» intesa come coinvolgimento dei residenti e della rete sociale del quartiere. Obiettivi perseguiti da Palafrizzoni, che sul fronte dei controlli anche quest’anno non ha abbassato la guardia, stando ai numeri forniti (190 ore di controlli per 940 violazioni rilevate). «Bene che sicurezza e cultura avanzino in parallelo; meglio se si intrecciano in un’unica politica urbana di aumento della biodiversità culturale nelle nostre città» ha scritto recentemente l’architetto Stefano Boeri in una bella lettera a Repubblica sulle periferie delle città italiane. Bene che sicurezza e cultura avanzino anche in via Quarenghi. L’unico antidoto al degrado.


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