Il piccolo Alex la vita sorprende
Il piccolo Alex (Foto by Facebook)

Il piccolo Alex
la vita sorprende

Di quante cose può essere capace un bambino indifeso e colpito da una grave patologia genetica, che gli lascia poche speranze? Se riviviamo passo a passo la vicenda del piccolo Alessandro Maria Montresor, noto ormai a tutti come Alex, non possiamo non restare stupiti dalle incredibili dinamiche di positività che attorno a lui si sono generate. La storia è ben nota a tutti. Ad Alex, 18 mesi, nato a Londra da papà veronese e mamma napoletana, era stata diagnosticata una rara e grave malattia genetica, la linfoistiocitosi emofagocitica,che in genere lascia al massimo un mese di vita dal momento in cui si manifesta. Gli serviva dunque un trapianto di midollo per sopravvivere. All’ospedale di Londra, dove era ricoverato lo hanno tenuto in vita grazie ad un farmaco sperimentale.

Ma non sarebbe stato sufficiente a salvarlo. Così ad ottobre il papà di Alex aveva lanciato un appello per trovare un donatore compatibile per il trapianto di midollo. La risposta era stata impressionante: prima a Milano e poi a Napoli, ma anche a Bergamo in migliaia di ragazzi (il donatore doveva avere tra i 18 e i 35 anni) si erano presentati per fare il tampone nei presidi organizzati dall’Admo, l’Associazione per la donazione di midollo osseo. Il donatore compatibile è stato trovato, ma poteva rendersi disponibile solo da gennaio.

A questo punto è entrata in campo una struttura di assoluta eccellenza come l’ospedale romano del Bambino Gesù, con la proposta di una tecnica di trapianto innovativa per la quale l’ospedale è tra i primi al mondo: un trapianto di cellule staminali da uno dei due genitori. Dato che la compatibilità in questo caso è del 50%, le cellule staminali vengono manipolate in modo da eliminare gli elementi che potrebbero determinare un rigetto. Già sono state compiute 50 operazioni di questo tipo con una percentuale di successo dell’85%. Così il bambino, con il consenso della autorità britanniche, è stato trasferito a Roma e ieri è avvenuta l’operazione. Le cellule dopo la manipolazione sono state infuse nel piccolo Alex. Ora si dovrà attendere un mese per superare i pericoli di rigetto.

Giustamente la famiglia ha voluto mantenere un riserbo su quanto accaduto in questi ultimi giorni. Ma il padre ha comunque fatto un comunicato in cui ha semplicemente ringraziato tutti i soggetti che si sono mobilitati per il destino di Alex e hanno reso possibile arrivare a questo intervento. È istruttivo leggere quel messaggio perché si ha una piena percezione di cosa un bambino possa ancora generare in un mondo, pur scettico e pessimista come il nostro: non credo che sia esagerato dire che con Alex si sia rinnovato quel miracolo imprevisto, che è poi il cuore del Natale. Il messaggio di papà Paolo è sostanzialmente un elenco, che inizia dall’Admo, a conferma di quanto una struttura associativa sia un patrimonio non solo per i soggetti direttamente coinvolti, ma per tutti: le associazioni generano una coscienza civile e solidale.

La risposta dei ragazzi volontari nessuno l’aveva messa nel conto, ma conferma quanto desiderio di vita ci sia nei giovani di oggi: un desiderio che troppo raramente trova credito ed ascolto. Il papà cita anche un grande gruppo bancario, UniCredit, che oltre al sostegno dato, si è impegnato in qualcosa che è fuori dalla sua mission: ha promosso la sensibilizzazione alla donazione. Il bene è una forza contagiosa... Infine arriva il ringraziamento alle strutture sanitarie, quella londinese che ha accettato di lasciare il passo a quella italiana. E quella italiana che ha dato prova di essere un’eccellenza mondiale, non solo per le sue competenze innovative ma anche per la qualità umana dell’assistenza. Nelle parole di papà Paolo non manca neanche un ringraziamento al Sistema sanitario e al Ministero che hanno agevolato e reso possibile quello che sino a qualche settimana fa sembrava invece impossibili. Che anche le istituzioni, davanti al caso di Alex, abbiano detto la loro in questa catena di risposte positive, è notizia che ci riconcilia per un istante con ciò che viene sempre percepito come inefficiente e ostile. Come ha detto Papa Francesco il Natale è la festa delle sorprese. E il piccolo Alex le sorprese non ce la ha fatte certo mancare.


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