La democrazia
non va intaccata

Sui fatti di Washington, il giudizio di condanna dei commentatori è stato unanime, ma siamo sicuri che davvero le lamentele per la democrazia violata siano così largamente condivise nell’opinione pubblica? Non è detto che la democrazia parlamentare sia indigesta solo agli inguaribili seguaci dell’autoritarismo. Renderle omaggio e denunciarne l’oltraggio, per molti, è solo una forma di buonismo conformista, legato a ciò che è politicamente corretto e scorretto. Il successo di Trump, che gli sopravviverà, è stato proprio quello di coagulare un disagio, largamente presente nella società di oggi, di fronte al quale la retorica democratica non funziona. Non si tratta di normale dissenso, anzi, se non è radicale, il dissenso è giudicato complice, perché sotto sotto fa il gioco del potere.

Maggioranza o opposizione non fa differenza, e il rispetto reciproco - tipico della democrazia liberale - è considerato complicità, in un mondo senza sfumature, che divide i buoni dai cattivi, amici e nemici. Come diceva Grillo? Non c’è differenza tra Pdl e Pd senza l.

C’è, dietro tutto questo, stanchezza e e delusione per i riti, le lungaggini, i compromessi insiti nel gioco democratico. Democrazia e parlamentarismo sono certamente in crisi ed è necessario, nell’era globale, agire sulla questione della diseguaglianza che rende la democrazia estranea a molti: cosa offre agli ultimi, agli esclusi, agli invisibili? Ma, con alternative fasulle, come democrazia diretta, o distruttive come l’antipolitica, si rischia ben di più. La pandemia ha dimostrato l’importanza della politica, la differenza tra competenza e atteggiamenti anti scientifici.

Nella folle Epifania della Capitale Usa, gli invasori non è che distinguessero tra trumpiani e anti trumpiani. Tutti erano abusivi, e il lusso degli stucchi, delle statue e degli affreschi capitolini andava sfregiato, perché offensivo verso la vita grama della gente comune.

Noi italiani non possiamo però stupirci. Non c’erano da noi piazze che plaudivano tra grandi risate lo slogan del Parlamento da aprire come una scatoletta di tonno? Non era, quella, una legittima richiesta di trasparenza, l’invocazione di un Parlamento con pareti di vetro. La scatoletta di tonno è fatta per essere buttata via, non sarà più riutilizzabile. E quindi sarebbe l’ora di ragionare sugli applausi nelle piazze del vaffa, ma anche sui troppi silenzi, quando si lascia correre sui principi. La sola condanna della violenza è pura ipocrisia. Ci sono, è vero, le responsabilità di chi sta dentro quel Palazzo pasoliniano. Sono grandi e colpevoli: usiamo, per condannarle, il voto, possibilmente però non quello di scambio. Ma vogliamo parlare una volta delle responsabilità di chi l’antipolitica l’ha alimentata dal pulpito? Nessuno è esente: Università, magistratura, stampa, Tv, imprese in attesa di prebende, aziende pubbliche in cerca di protettori, burocrazia che frena.

Perché si tace sul fatto che il Parlamento non fa più le leggi di bilancio e i Dpcm non possono limitare le libertà costituzionali più elementari? I casi di politici assolti dopo anni con una sentenza che parla di accanimento giudiziario immotivato (come per l’ex presidente della Calabria) o casi clamorosi come quelli di Mannino, oltre un quarto di secolo alla gogna, o di Bassolino, 17 volte assolto, lasciano comunque uno sfregio reputazionale. È fatale che la democrazia e il parlamentarismo ne siano colpiti. E se viene in Italia il consigliere politico di Trump, in visita a partiti amici, perché intervistarlo in ginocchio mentre teorizza la superiorità morale del populismo di casa nostra, prima di finire in galera, salvo cauzione milionaria, a casa sua? E perché non sollevare obiezioni sulla riduzione del numero dei parlamentari, facendola passare per una punizione della politica, senza preoccuparsi di un contesto costituzionale coerente? Solo esempi tra i tanti. Intaccare la democrazia e la sua credibilità è come una goccia che scava ogni giorno. E alla fine, che sarà mai, mettere i piedi sulla scrivania di uno della Casta, ci sta anche bene.

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