Nove Comuni
ma è già resa dei conti

Sono bastati nove Comuni per destabilizzare i partiti. Il giorno dopo il voto, anche in Bergamasca, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, si apre la resa dei conti. La Lega – data per morta solo un anno e qualche mese fa – rialza la testa, e si prepara ad arrivare baldanzosa all’appuntamento di Pontida, confermato per il 21 giugno. Resta infatti ben salda in Valle Seriana.

A Clusone Paolo Olini sopravvive al terremoto degli «indignados» fuoriusciti e strappa il bis, a Gazzaniga Mattia Merelli resta al timone di un Comune che segnerà così i 28 anni di amministrazione verdepadana. A Sorisole, Stefano Vivi compie il ribaltone. In questi tre casi i simboli erano chiari e ben riconoscibili: accanto all’Alberto da Giussano c’era il marchio di Forza Italia. Tutti felici e contenti, quindi, per la tenuta di un’alleanza consolidata sul territorio? Neanche per sogno, perché si è già aperta la prova di forza in vista del 2016, quando in gioco ci saranno fette di provincia dal peso elettorale ben più corposo, come Treviglio. Forza Italia alza la voce. «Siamo centrali e determinanti», tuona il coordinatore Alessandro Sorte, dettando la linea per il prossimo giro: «La coalizione c’è, se c’è dappertutto». Dimenticando, forse, che solo qualche giorno fa aveva annunciato la corsa solitaria, con propri candidati sindaco, a Caravaggio, Cologno, Urgano e Verdellino, nonché nel capoluogo della Bassa. La Lega è guardinga, decisa comunque a non arretrare dalle sue posizioni, ad esempio il sostegno al Giuseppe Pezzoni bis, non più appoggiato, invece, dai berluscones.

I panni sporchi, comunque, il centrodestra li laverà in famiglia, limitandosi per ora a indicare il vero sconfitto di domenica: il centrosinistra, in tutte le sue declinazioni, visto che sotto i 15 mila abitanti il Pd sceglie il «no logo». A partire dal flop del laboratorio seriano dei consiglieri regionali Jacopo Scandella, renziano, e Angelo Capelli, coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra, sconfitti a casa loro, Clusone. In valle, per sponsorizzare la candidata Laura Poletti, era arrivato anche il sindaco di Bergamo Gori, ma non è bastato. «Il nostro progetto era troppo innovativo, non siamo riusciti a farci capire», hanno spiegato i registi di «Clusone nel cuore». In realtà, forse, se la lista civica avesse vissuto più di vita propria sarebbe andata meglio. Invece è riuscita solo a spaccare il centrosinistra, in rivalità col veterano dem Francesco Moioli. «E quando siamo divisi si perde», è l’amaro commento del segretario provinciale Gabriele Riva. L’esperimento Pd-Ncd non ha funzionato neanche a Gazzaniga. E lascia comunque il segno in Capelli, che, pur non essendo intenzionato a lasciare il partito, ammette che «Ncd ha esaurito il suo slancio. Sul territorio bisogna pensare a una forma più civica».

Diviso o senza personalità, il Pd non sfonda. Tocca all’indipendente Giovanni Battista Forlani, sostenuto dai democratici, tenere alta la bandiera del centrosinistra, dopo aver spodestato la Lega a Cividate. Dietro di lui, con soli 59 voti di scarto, il fenomeno di questa tornata: «Kicicrede», lista giovane nata online. La cosa più simile ai grillini vista domenica, dato che i 5 Stelle ufficiali non si sono presentati in nessun Comune bergamasco. Resta il fatto che due Comuni su 9 restano senza sindaco, col caso di Filago che fa scattare il campanello d’allarme: non solo per la mancanza di elettori, ma anche per la mancanza di candidati (c’era una sola lista). A ricordare che amministrare un Comune non è una passeggiata, con mille grane e poche soddisfazioni. In bocca al lupo, quindi, agli eletti.

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