Luca Castelletti si dimette dall’Associazione Sommelier

Luca Castelletti si dimette
dall’Associazione Sommelier

Il cognome fa legge nel mondo del vino a Bergamo. Suo padre Italo Castelletti, grande amico di Luigi Veronelli, ha fondato a Ponte San Pietro una delle prime, più note e fornite enoteche d’Italia.

E nel 1977 ha costituito la delegazione dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier a Bergamo, la principale associazione di esperti del vino, riconosciuta come tale con decreto dallo Stato italiano. Oggi, Luca Castelletti, figlio di Italo, esperto di vino quanto lui, erede della enoteca di Ponte San Pietro, esce dall’Ais nazionale sbattendo la porta, dopo essere diventato nel 1989 sommelier professionista ed essere stato per anni componente del Consiglio nazionale.

Le dimissioni sono arrivate alla presidenza nazionale, regionale e provinciale Ais con una breve lettera nella quale Castelletti scrive tra l’altro:«La mia è una scelta molto ponderata, anticipata di mesi rispetto a tre eventi che caratterizzeranno in modo importante la vita dell’Ais: l’Expo, il cinquantesimo di fondazione e il congresso nazionale che si svolgerà in Lombardia. Ho pensato giusto, per evitare ogni polemica e per onestà intellettuale, che era meglio interrompere prima che dopo questi eventi».

Roberta Agnelli, nuova delegata Ais Bg, con Luca Castelletti

Roberta Agnelli, nuova delegata Ais Bg, con Luca Castelletti

«Ho sempre cercato – continua Castelletti - di anteporre le esigenze dell’associazione a quelle personali. L’Ais in questi anni mi ha dato tanto, ma anche io ho ricambiato con il cuore e non solo. Se ho scelto di dare le dimissioni dopo trent’anni è perché ero stanco di combattere contro una struttura che ormai, per una serie di situazioni, personalmente considero obsoleta . Penso che anche nell’Ais rimangano i mali che paralizzano il nostro Belpaese. Alcuni miei messaggi per un forte rinnovamento sono stati ignorati. In sintesi: gestiscono sempre tutto i soliti senatori. L’esempio più concreto è che il diploma di sommelier professionista non è riconosciuto dallo Stato italiano ed è totalmente inutile, mentre l’Associazione sì, è legalmente riconosciuta, e questo credo sia un paradosso».

«Non ho nessun rimpianto – conclude Castelletti - e vorrei ringraziare tutti quelli che nel corso di tanti anni sono stati al mio fianco in questo percorso professionale, nessuno escluso. Un particolare ringraziamento va al presidente regionale Fiorenzo Detti, all’ex delegata e mia storica collaboratrice Nives Cesari, mentre auguro alla nuova delegata di Bergamo, Roberta Agnelli, che stimo, di proseguire sulla strada tracciata dalla mia famiglia e di ottenere altrettanti successi».


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