Aeroporti,  decreto per le chiusure Orio resta operativo per le merci
Lo scalo di Orio quasi deserto nei giorni scorsi

Aeroporti, decreto per le chiusure
Orio resta operativo per le merci

Coronavirus, dal ministero dei Trasporti il decreto per i voli civili. A Orio lo scalo resta operativo per i voli cargo, sanitari, militari e di Stato.

«Dopo interlocuzioni con i vertici di Enac, l’aeroporto di Bergamo resterà regolarmente aperto al traffico». Il comunicato di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio, arriva a fine giornata del 12 marzo e descrive una situazione che, in realtà, lascia meno spazio all’ottimismo. Perché di fatto per il Caravaggio la chiusura al traffico passeggeri è stata già decisa dalle stesse compagnie aeree, che hanno iniziato progressivamente a tagliare i voli, in linea con le misure sempre più restrittive stabilite dal governo. Ryanair, per esempio, ha sospeso tutti i voli «interni» in Italia sino all’8 aprile; cancellate, poi, tutte quelle rotte verso Paesi che hanno imposto limitazioni ai collegamenti con l’Italia. In pratica, Orio resterà aperto ai voli cargo (il trasporto merci è fondamentale per l’approvvigionamento delle attività di vendita di beni di prima necessità), ma anche ai voli sanitari, militari e di Stato. Non solo. A Orio rimarrà un «presidio» di Ryanair, che ha infatti avviato attività di manutenzione sui propri aerei fermi al «Caravaggio», in attesa di capire quando torneranno a solcare i cieli.

La decisione arriva dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha preparato un decreto volto alla chiusura al traffico «civile» di una fetta consistentissima delle aerostazioni del Paese, tra cui appunto Orio al Serio, come riflesso di un altro decreto, quello firmato nella serata di lunedì dal premier Giuseppe Conte. Lo stop diventerà operativo indicativamente nel giro di 48 ore. Tra gli scali interessati, ci sono anche Linate e Ciampino, mentre dovrebbero restare operativi Malpensa, Fiumicino e Venezia, le strutture classificate come «strategiche» da Enac, e quantomeno uno scalo per regione. La richiesta sarebbe partita da Enac e recepita dal ministro Paola De Micheli.


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