La madre uccisa dal figlio a Dalmine non si è neanche difesa dalle coltellate
Omicidio di Dalmine - abitazione dove Marco Lodetti ha ucciso la madre Giovanna Gamba (Foto by Yuri Colleoni)

La madre uccisa dal figlio a Dalmine
non si è neanche difesa dalle coltellate

Ferite da coltello sul petto, la testa, il volto, ma non sembrano esserci le tipiche lesioni di una persona che si difende.

Sono i primi risultati dell’autopsia, eseguita nella mattinata di venerdì 22 maggio, sul corpo di Giovanna Gamba. La donna, 60 anni, è stata colpita a morte dal figlio Marco Lodetti, 33enne, a Dalmine. Un omicidio che si è consumato nella tarda mattinata di venerdì 15, e da allora l’uomo è piantonato nel reparto di psichiatria del «Papa Giovanni». Il pm Giancarlo Mancusi ha già disposto un accertamento psichiatrico sul 33enne. Consulenza che dovrà dire se Lodetti fosse in grado di intendere e di volere al momento del fatto e anche accertare la sua capacità di stare in giudizio.

Nella tarda mattinata del 15 maggio, dall’appartamento al terzo piano del condominio di via delle Gardenie, si sono sentite delle grida. Alcuni vicini hanno allertato il 112. Un anziano, che si è affacciato sul pianerottolo, è stato colpito alla testa. Aggrediti anche i suoi due nipoti, arrivati appena il nonno li ha chiamati. Ci sono voluti quattro uomini della Polizia locale per riuscire a bloccare Marco Lodetti, mentre il fratello minore (che è stato avvisato dello stato di Marco) stava correndo a casa dal lavoro.

È stato il più giovane a chiedere della madre. Gli agenti della Polizia locale sono saliti in casa, e hanno trovato Giovanna Gamba in sala. La lama del coltello in ceramica, di dodici centimetri, era conficcata nel corpo. Il manico, spezzato forse dalla forza del colpo, è stato trovato sotto la donna. Nell’appartamento, sono poi entrati i carabinieri della Scientifica per eseguire tutti i rilievi. Il 33enne è stato arrestato con le accuse di omicidio volontario, lesioni e resistenza. In ospedale, ha raccontato ai medici di non ricordare nulla. Era in cura al centro psicosociale di Bergamo, e pare avesse smesso di prendere i farmaci. Diceva di sentire delle voci. Ora sarà la perizia a dire se, quando ha ucciso la madre, fosse o no in grado di intendere e di volere.


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