(Foto di Yuri Colleoni)
LA CELEBRAZIONE. Venerdì 1° maggio il Vescovo, monsignor Francesco Beschi, ha celebrato la Santa Messa nella sede di Ranica delle Tramvie Elettriche Bergamasche, dove è arrivato con il tram accompagnato dall’ad Gianni Scarfone: «Sono nato sulle rotaie, questo per me è un posto familiare come lo sono da 50 anni le chiese».
Ranica
Almeno trecento persone, molte delle quali lavoratori dipendenti della Teb con le famiglie, hanno assistito, venerdì 1° maggio, alla Celebrazione eucaristica per il mondo del lavoro che il Vescovo, monsignor Francesco Beschi, ha presieduto al magazzino di Ranica delle Tramvie Elettriche Bergamasche, la Teb appunto. Come ha detto lo stesso monsignor Beschi, lui figlio di ferroviere, all’inizio della Messa, « sono prete da oltre 50 anni e le chiese mi sono ‘famigliari’, ma mi è famigliare anche un posto come questo: io sono nato sulle rotaie». All’appuntamento era arrivato proprio con un tram della T1, accompagnato dall’amministratore delegato Teb Gianni Scarfone e da diversi altri passeggeri. Quando si sono aperte le porte, un applauso dei fedeli lo ha accolto.
Nella notte di venerdì 1° maggio è atteso a Ranica l’arrivo dalla Repubblica Ceca del terzo tram ultramoderno della Skoda per la linea T2
Per la Teb è un periodo speciale. La presenza del Vescovo ha seguito di poco l’annuncio dell’erogazione del finanziamento di 25 milioni di euro del Pnrr che garantiranno la copertura degli extracosti per il completamento della T2 (I lavori sono in orario e termineranno entro la fine di giugno). «Un tempismo praticamente perfetto», ha commentato scherzando, a margine, Filippo Simonetti, presidente di Teb. E non solo: nella notte di venerdì è atteso a Ranica l’arrivo dalla Repubblica Ceca del terzo tram ultramoderno della Skoda. Ne seguiranno a breve altri sette. Nei suoi saluti istituzionali, Simonetti ha invece rimarcato: «Il lavoro contiene una dimensione trascendente. È responsabilità verso la comunità e cura per la costruzione delle relazioni».
«Gesù, figlio di falegname, vero uomo, parte dell’umanità che riconosce nel lavoro la sua dignità», ha detto il Vescovo nell’omelia
Il Vescovo, nell’omelia, ha poi rimarcato l’essenza di Gesù, figlio di falegname (il San Giuseppe Lavoratore di cui ricorre la memoria liturgica) quale «vero uomo, parte dell’umanità che riconosce nel lavoro la sua dignità». E ha aggiunto che l’Eucaristia avrebbe fatto memoria «di coloro che sono morti sul lavoro, degli invalidi, di chi ha perso il lavoro o ne ha uno povero, dei disabili, dei precari e degli sfruttati». Al termine, i ringraziamenti di Stefano Remuzzi, direttore della Pastorale sociale e del lavoro, del presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e dell’assessora Adriana Alborghetti del Comune di Ranica.
Il reel di Yuri Colleoni:
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