Omicidio di Seriate, le analisi rivelano:
l’arma è «astrattamente compatibile»

«Astrattamente compatibile» con la ferita. È questo il responso delle analisi svolte sul cutter ritrovato lo scorso 6 ottobre scorso in una siepe di via Presanella a Seriate, vicino alla villetta in cui è stata uccisa Gianna del Gaudio.

La professoressa morta a Seriate il 26 agosto è stata uccisa con un fendente sferrato al collo da destra verso sinistra, dopo essere stata presa alle spalle. Si tratta di un taglio in diagonale, dall’alto verso il basso, che ha attinto la vertebra senza lesionarla in modo grave. C’è però un secondo taglio: sul mento, non profondo. Sul cutter è stato trovato anche il Dna di Antonio Tizzani, almeno secondo le indiscrezioni trapelate nelle scorse settimane. I ris di Parma hanno trovato una piccola traccia di materiale genetico: ancora da chiarire se sia sangue, saliva o sudore. Il dettaglio può voler dire tutto o niente: dipenderà infatti dagli accertamenti scientifici «irripetibili» che si svolgeranno nei laboratori dei carabinieri del Ris di Parma, alla presenza del consulente scientifico di Tizzani, il genetista Giorgio Portera. Gli esami dovranno infatti chiarire la natura della traccia che potrebbe anche essere da «contaminazione», ovvero trasferita sul coltellino da un altro oggetto e non finita direttamente sul cutter. E poi, in base anche alla posizione della traccia sul coltello, dovrà essere stabilito come sia arrivata fino a lì. Di certo si tratta di una conferma in ogni caso importante: inizialmente infatti si pensava che sul coltellino ritrovato a circa quattrocento metri dalla villetta teatro dell’ omicidio ci fosse soltanto il Dna dell’ ex professoressa di 63 anni. Per il momento Antonio Tizzani resta l’ unico indagato nell’ inchiesta sull’ omicidio della moglie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA