Ora la Cina ricambia l’aiuto
Dona a Bergamo mascherine e camici

Dopo aver aiutato la Cina, la Cina aiuta l’Italia. A creare il ponte di solidarietà tra i due Paesi alle prese con l’emergenza coronavirus, è un’azienda che produce macchine che tagliano i tessuti per realizzare i camici chirurgici monouso, la Fk Group di Dalmine.

«Grazie a un accordo con le aziende cinesi, siamo pronti ad acquistare e importare mascherine e camici da donare alle nostre strutture sanitarie – annuncia il Coo, Chief Operating Officer, Paolo Cattini –, e così sostenere concretamente i nostri ospedali».

Intanto sono già state recapitate in Italia 750 mascherine, risultato in parte di una “colletta” fatta per ringraziare l’azienda bergamasca del sostegno fa sua volta garantito nel momento di massima necessità in Cina.

L’inizio di questo scambio solidale ha inizio a gennaio: «In Cina – racconta Cattini – ha sede un’azienda nostra partner, la Pgm System, socio di minoranza, che commercializza le nostre macchine per il taglio dei tessuti destinati ai medici degli ospedali. A gennaio, con l’esplodere dell’epidemia coronavirus, la società annulla la produzione di quattro macchine». Ma la situazione si ribalta da lì a poco: «Solo qualche giorno e veniamo ricontattati – prosegue il Coo dell’azienda familiare, fondata nel 1981 da Flavio Cattini – e ci viene chiesto di produrre nel più breve tempo possibile 24 nuove macchine. Abbiamo avviato subito la produzione». L’azienda di Dalmine, per sostenere la Cina, le cederà a prezzo di costo: «Non ci guadagneremo nulla. E vista l’urgenza – sottolinea Cattini – ne abbiamo già inviate quattro, con un enorme sforzo perché per garantire la massima rapidità abbiamo organizzato un trasporto aereo speciale, saltando l’invio con container perché richiederebbe tempi troppo lunghi, oltre un mese». I macchinari, cinque metri per tre, sono ingombranti e necessitano di trasporti ad hoc: «Abbiamo delocalizzato la logistica per concentrarci sulla produzione grazie a tutti i nostri dipendenti. In 35 sono operativi in azienda, chi svolge mansioni d’ufficio, invece è in smartworking». Le prime consegne, dunque, sono state completate: «Con queste macchine i clienti cinesi stanno tagliando e confezionando quattromila camici medicali al giorno e oltre 30mila mascherine all’ora». E proprio grazie a questa produzione, ora che l’emergenza è giunta anche in Italia, Fk Group intende importare camici e mascherine da donare: «Siamo nella possibilità di acquistarli e di importali in tempi relativamente rapidi, al massimo una settimana. Siamo pronti a donarli a un ospedale. In queste ore siamo già in contatto con le strutture sanitarie per organizzare e orientare la donazione».

A gennaio, l’invio solidale era stato all’inverso, da Dalmine a Shangai: «Il nostro partner commerciale – prosegue Cattini – ci aveva chiesto un aiuto, di acquistare mascherine monouso per proteggersi dal virus, poiché in Cina erano oramai introvabili. Siamo riusciti a comprarne duemila da un nostro fornitore e le abbiamo donate, inviandole con un corriere aereo».

Ora che lentamente l’emergenza coronavirus in Cina sta rientrando, il partner cinese si è reso disponibile a restituire il favore: «Si mantiene sempre aggiornato sulle notizie italiane – evidenzia Cattini - E non appena è scoppiato il caso di Lodi e poi di Bergamo, ci ha contattato dichiarandosi pronto ad aiutarci. Ha organizzato una colletta tra i dipendenti. E alle 250 mascherine rimaste dalla nostra donazione, ne hanno aggiunte altre acquistate e altre ancora raccolte tra i dipendenti. Ci hanno inviato in tutto 750 mascherine. È un gesto di enorme generosità perché comunque anche in Cina l’emergenza non è completamente rientrata» conclude Cattini.

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