«Per sei mesi non si erano visti» Omicidio di Dalmine, lunedì l’autopsia

«Per sei mesi non si erano visti»
Omicidio di Dalmine, lunedì l’autopsia

Fino a circa sei mesi fa e per almeno tutto l’intero anno precedente Fabrizio Vitali e Esther Eghianruwa si vedevano regolarmente all’hotel Daina di Dalmine. Poi non si erano più incontrati. Vanno avanti le indagini dell’omicidio di sabato a Dalmine. Lunedì l’autopsia, tra martedì e mercoledì l’interrogatorio del 61enne.

Fino a circa sei mesi fa e per almeno tutto l’intero anno precedente Fabrizio Vitali, ex operaio 61enne di Bottanuco, e Esther Eghianruwa, nigeriana di 37 anni, si vedevano regolarmente all’hotel Daina di Dalmine: almeno una volta la settimana, spesso anche due. Arrivava sempre prima lui in moto e poi lo raggiungeva anche lei in bici. Lui le pagava la cena e poi il soggiorno in hotel.

Ma da circa sei mesi i due non si vedevano più al Daina, tanto che c’era il sospetto che avessero litigato. E dalle indagini, ancora molto riservate, sarebbe proprio trapelato un clima teso, negli ultimi mesi, tra i due. Venerdì sera, però, erano arrivati. Lui si è però presentato con la sua pistola nascosta in un sacchetto. Forse Vitali aveva chiesto il classico «incontro chiarificatore» con la nigeriana, già immaginando le sue risposte e premeditando quindi il peggio.

Anche nella giornata di domenica sono proseguite le indagini degli investigatori della Compagnia Carabinieri di Treviglio sull’omicidio di sabato di Dalmine, quando Vitali ha ucciso con un colpo alla nuca la donna, per poi costituirsi poco dopo. «L’ho uccisa qui nella mia camera all’hotel Daina. Venite subito» ha telefonato ai carabinieri. I militari, giunti nell’albergo di Dalmine, hanno trovato Esther Eghianruwa, riversa sul letto, senza vita. Ad aprire loro l’ex operaio che li aveva appena chiamati, con una Glock calibro 9x21 in mano.

Terminati sabato gli accertamenti preliminari necessari per la ricostruzione dell’esatta dinamica dell’omicidio, proseguono gli approfondimenti relativi all’individuazione del movente che ha spinto il 61enne di Bottanuco a premere il grilletto: la pistola utilizzata risulta legalmente detenuta, Vitali è titolare di un porto d’armi per uso sportivo.

Lunedì è prevista l’autopsia sul corpo della donna e, probabilmente tra martedì e mercoledì, ci sarà l’interrogatorio di convalida del 61enne, da sabato sera in carcere a Bergamo con l’accusa di omicidio aggravato.


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