Treviolo-Paladina, lavori in ritardo La carreggiata in trincea si è allagata

Treviolo-Paladina, lavori in ritardo
La carreggiata in trincea si è allagata

Problema dovuto in gran parte alle forti piogge di questi giorni. La Vitali: «Sospeso l’arrivo dei prefabbricati per la galleria numero tre»

Ancora problemi per la Treviolo-Paladina, tratto in costruzione della tangenziale sud di Bergamo. Da giorni si è bloccata a Valbrembo una parte del cantiere per la realizzazione della carreggiata in trincea, lunga 1,5 chilometri sui cinque totali della nuova strada. E il motivo è che si è allagata soprattutto a causa delle intense piogge di questi giorni. A ciò si sono aggiunte, in minor parte, anche le acque bianche e nere (ossia fognarie) fuoriuscite da una vasca di sollevamento che si affaccia proprio sulla scavo.

La Vitali, l’azienda di Cisano che ha in mano l’importante appalto da 44 milioni di euro, si è così vista costretta a chiudere circa 300 metri di cantiere, anche per motivi di sicurezza: le sponde dello scavo, infatti, essendo pregne d’acqua, sono altamente franabili. Ciò potrebbe avere ripercussioni sui tempi di realizzazione di un’opera che di problemi, in passato, ne ha già avuti diversi: «Il fatto negativo - affermano dalla Vitali - è che era stato previsto l’arrivo sul cantiere dei prefabbricati della galleria numero tre da montare per il 10 ottobre. Ora, ovviamente, abbiamo dovuto sospendere il tutto». La Provincia, che è l’ente appaltatore dell’opera (interamente finanziata da Anas) è invece convinta, come afferma il responsabile dell’area Viabilità, Edilizia e Trasporti Pierluigi Assolari, che il ritardo «potrà essere tranquillamente assorbito: nel frattempo la Vitali sta lavorando in altre parti del cantiere». Perché si riesca a fare ciò, però, deve smettere di piovere e bisogna riuscire ad «asciugare» la parte del cantiere in trincea allagata.

Nei giorni scorsi in merito ci sono stati diversi incontri, sopralluoghi, scambi di mail fra Provincia, Vitali, Uniacque e la direzione lavori. Una soluzione è stata trovata ma potrà essere messa in pratica solo all’inizio della prossima settimana quando le previsioni metereologiche danno bel tempo. Alla Vitali verrà chiesto di pompare fuori l’acqua che è causa dell’allagamento e di scaricarla in un apposito scatolare collegato, in via eccezionale, in un punto più a valle della rete fognaria gestita da Uniacque che smaltirà quindi poi gradualmente il tutto: «Ciò ovviamente - spiega ancora Assolari - comporterà dei costi aggiuntivi che verranno assorbiti in parte dalla Provincia e in parte da Uniacque». Intanto la società di gestione del servizio idrico integrato, come ha comunicato a Via Tasso, questa settimana ha provveduto a sigillare la vasca di sollevamento e sta effettuando ulteriori controlli per scongiurare il rischio di nuove fuoriuscite: «È comunque evidente - afferma il direttore tecnico della società Stefano Sebastio - che gran parte dell’acqua che ha allagato il cantiere sia di origine piovana e provenga dalla vicina zona collinare».

Sulla stessa linea il presidente Paolo Franco secondo cui «il nostro contributo all’allagamento di martedì è stato marginale. E mercoledì mattina lo abbiamo risolto, salvo un trafilamento dal fondo. Quell’acqua arriva da tutto il bacino scolante. C’era in parte già prima delle forti piogge a causa delle quali si è poi incrementata. Uniacque dunque è tempestivamente intervenuta per eliminare il prima possibile dallo scavo le acque di pioggia e, anche se in parte esse sono state convogliate dalla nostra infrastruttura, il regolare funzionamento di quest’ ultima è influenzato dalla situazione attuale di forte esposizione della vasca che, per necessità del cantiere, si trova fortemente esposta sullo scavo. La zona idraulicamente è molto critica: infatti c’è un vecchio studio di regolazione del consorzio di bonifica che prevedeva proprio in quel punto una vasca di laminazione». Ora comunque l’interesse di tutte le parti coinvolte è che questa nevralgica parte del cantiere della Treviolo-Paladina riparta al più presto.


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