Sabato 23 Novembre 2013

Compare Turiddu a Bruxelles

Bruxelles, un’ala del Parlamento Europeo

Orgoglio del Sud, inarrestabile. Così, dopo pochi mesi di cura dimagrante, la Regione Sicilia ha deciso di spedire a Bruxelles otto dipendenti per ridare vita all’ufficio di rappresentanza presso il Parlamento europeo. I magnifici otto, fra interni e consulenti, andranno in rue Balliard 12 a far sentire meno soli i tre superstiti della effimera spending review del governatore Rosario Crocetta.

La sede, costata tre milioni di euro di denaro pubblico, era stata ridimensionata un anno fa nel personale durante la bufera mediatica suscitata dalle spese pazze che hanno portato la Regione Sicilia sull’orlo del fallimento. Passata la festa gabbato lo santo: oggi il luogo di rappresentanza torna a splendere , anche se in molti si chiedono che cosa stia a rappresentare, se è vero com’è vero che la Sicilia utilizza il 2,26% dei fondi europei stanziati per progetti mirati.

A Palermo viene chiamato «l’ufficio d’appoggio per pochi intimi», ma almeno il personale oggi costa meno che in passato. Durante il mandato di Raffaele Lombardo, il responsabile dell’ufficio di Bruxelles era un giornalista e guadagnava 12.000 euro al mese.

Oggi gli undici funzionari in servizio hanno uno stipendio medio di 2.000 euro. A chi solleva obiezioni sull’utilità di un distaccamento simile viene risposto: «Indispensabile». In molti altri Paesi le questioni europee vengono regionalmente seguite con un semplice accesso alla rete web, ma forse sarebbe troppo semplicistico spiegarla così. Sta di fatto che un simbolo dello spreco di denaro pubblico è tornato a brillare.

Giorgio Gandola

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