Greche

Greche

Negli uffici pubblici, soprattutto ministeri, c’era il bonus per chi entrava in orario. C’erano prestiti a fondo perduto per investimenti immobiliari che dal 2000 al 2007 hanno fatto crescere in modo artefatto il pil del 4% all’anno; la chiamarono febbre olimpica.

C’erano 60.000 pensionati che percepivano l’assegno anche dopo morti. A parte i casi di frode, continuare a ricevere la pensione del caro estinto era legale per figlie nubili o divorziate di ex dipendenti statali.

C’erano 320.000 pensioni d’invalidità fasulle, il 14% di quelle pagate nell’intero Paese. C’era il 43% dei pensionati con il secondo lavoro sul quale non venivano pagate le tasse. C’erano indennità assurde come l’incentivo alle guardie forestali per incoraggiarle a lavorare fuori dall’ufficio, per esempio nei boschi dove quel ruolo ha un senso. C’erano dipendenti pubblici chiamati «impiegati fantasma» che non si presentavano mai al lavoro se non nel giorno del ritiro stipendio e regolarmente avevano anch’essi un secondo impiego in nero. C’era la possibilità di andare in pensione dopo 25 anni di servizio e prima dei 50 anni.

C’erano centinaia di fantomatiche commissioni statali che davano lavoro a diecimila persone con un costo di 230 milioni di euro l’anno; fra queste ce n’era una incaricata di gestire le acque di un lago prosciugato nel 1930. Nelle scuole elementari c’erano classi con 15 alunni e 5 insegnanti. Era la Grecia del 2010 che in tre anni ha ricevuto dall’Italia 30,8 miliardi per rimettersi in sesto. Speriamo di non dover ricominciare in nome di Bella ciao. Servono a noi.


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Giorgio Gandola Direttore de L'Eco di Bergamo

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